Articoli marcati con tag ‘riflessioni’
La Zia Simo

Non credo di aver mai avuto uno spiccato istinto materno, non mi scappa d’avere un figlio insomma. Amo alla follia il mio nipotino ma penso che 24 ore al giorno con un frugoletto che ti insegue e che ti cerca e che ha bisogno di te mi ucciderebbe. Dice che poi quando il figlio è tuo cambia tutto. Sarà..Il fatto è che anche quando faccio la zia vorrei riuscire a trasmettere tutto: amore, esperienza, protezione, sensazioni positive.
Tutto e sempre, in ogni momento. Allora mi dico che anche questo, in fondo, è un po’ quello che chiamano senso materno. O forse no…forse è proprio più da Zia che da madre…non lo so..
La cosa che però mi perplime è che molte di queste cose vorrei riuscire a trasmetterle anche alle persone che mi sono vicine: amici, parenti e addirittura ‘colleghi’
. Mi scatta in automatico un meccanismo di protezione che non riesco a controllare, ancor di più nei confronti di chi è un po’ più giovane di me. Io vorrei poter esserci sempre e per tutti. Mi piace ‘condividere’ e a volte questa cosa mi torna indietro come un boomerang perché apparentemente non ho sovrastrutture e mi riesce difficile credere che, invece, gli altri le abbiano; così faccio sempre tutto quello che ritengo sia più giusto senza pensarci troppo.
Tanti mi ‘capiscono’ molti altri no, pensando che dietro al mio apparente distacco ci sia chissà cosa.
Del resto, come diceva Pirandello, ‘ognuno giudica come pensa’ e in un certo senso la cosa mi conforta.
Tutto questo per dire che se mi chiamate ‘Zia’ non mi offendo mica!
Il funerale di Vianello, Berlusconi e la propaganda
Oggi voglio fare la casalinga di Voghera e raccontarvi del funerale di Raimondo Vianello. C’era un chiesa ultramoderna, una bara, una vecchietta disperata ed un anziano imprenditore che tentava di consolarla. Nulla di strano, la vecchietta era Sandra Mondaini, l’anziano imprenditore era Silvio Berlusconi che, per tanti anni, ha prodotto ‘Casa Vianello’. Per la prima volta da 15 anni a questa parte mi è sembrato che le azioni di Berlusconi non fossere pilotate da secondi fini. Per la prima volta mi è sembrato sinceramente commosso e sinceramente vicino alla Mondaini. Approfittarsi di una vecchietta malata e addolorata sarebbe stato davvero troppo. Per una volta Berlusconi mi è sembrato trasparente e già mi sentivo un po’ in colpa per questo! Per fortuna a rimettere le cose al posto giusto ci hanno pensato i registi e i commentatori della funzione. Partiamo dai commentatori, Elena Guarnieri e Nonricordocomesichiama, giornalisti (?) del TG5.
All’inizio i due sembravano un po’ indecisi sul taglio da dare: meglio lasciare spazio al ricordo di Vianello o al cordoglio di Berlusconi?
Il dubbio lo hanno sciolto in tre minuti dando ovviamente la precedenza al premierpresidentedelconsiglio e al suo dolore. Perchè il premier……
Palermo fucina di creatività!
La fotografa Matilde Incorpora e la stilista Francesca Catania hanno avuto un’idea originale e molto molto creativa realizzando a Palermo Aziza Munnizza, il primo calendario che come sfondo non ha esotiche spiaggie o dimore di lusso ma la munnizza di Palermo.
Qualche giorno fa Repubblica ha messo online una gallery con le foto del calendario:
Eccone una, notevole non c’è che dire…la modella si chiama Giulia Tetamo.
Ed eccone un’altra che però non troverete tra quelle di Aziza Munnizza.
Il set urbano è lo stesso, siamo a Palermo, alle spalle dell’Ospedale Civico.
Anche la munnizza è sempre la stessa, cambia soltanto la modella perchè quella nella foto sono io e vi assicuro che quando ho scattato non avevo idea che poi qualcuno ci avrebbe fatto un calendario! Eh, ma quando uno è creativo non ci sono storie!
Che si fa?

Lo so, lo so, non scrivo più. Perdonatemi, sto attraversando una fase di assoluta introflessione. Dove sono finite le mie filippiche contro Berlusconi? M’è passata la voglia, tanto più parlo più lui fa quello che gli pare. Sono talmente incredula e indignata per quello che sta accadendo in questi giorni che non ho voglia nè di parlarne nè di commentare. A che servirebbe? Quello si compra tutto e parlardone anche soltanto per prenderlo per il culo è come regalargli qualcosa, perchè mentre noi siamo qui a inventarci slogan di protesta e tormentoni da far girare in rete lui porta avanti la sua opera di distruzione. Ci sono troppe altre persone fuori da queste quattro mura che non hanno strumenti per combattere e qui dentro si continua a rimbalzare gli uni sugli altri senza uscire dal recinto. A che serve? Lo stesso potrei dire di Palermo, leggo dappertutto della situazione che precipita, di una città allo sbando. Ma io lo dico a te, tu lo dici a me che lo so già e così all’infinito. Penso che quello che riusciamo a costruire qui dentro deve essere portato fuori, per strada; che per quanto possa essere potente il mezzo non lo è abbastanza, non per raggiungere quelle sacche che ne restano fuori. Quindi, intanto, il 13 sarò in piazza come facevo da giovane,
speriamo mi reggano le ginocchia!
Ne approfitterò per fare un po’ di foto e per capire dalle facce della gente cosa c’è davvero lì fuori e se non dovesse bastare farò di più. Perchè sono stanca ma non ce la faccio ad arrendermi!
Reset

Mi rendo conto soltanto adesso di aver sperimentato nel giro di pochi giorni, e in circostanze assolutamente diverse tra loro, l’incredibile sensazione di essere fondamentale e di non contare un cazzo allo stesso tempo.
L’effetto è particolarmente spiazzante e difficile da catalogare.
Sarà per questo che mi sento sull’orlo di un piacevolissimo e intrigante precipizio?






