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Palermo fucina di creatività!

La fotografa Matilde Incorpora e la stilista Francesca Catania  hanno avuto un’idea originale e molto molto creativa realizzando a Palermo Aziza Munnizza, il primo calendario che come sfondo non ha esotiche spiaggie o dimore di lusso ma la munnizza di Palermo.
Qualche giorno fa Repubblica ha messo online una gallery con le foto del calendario:

Eccone una, notevole non c’è che dire…la modella si chiama Giulia Tetamo.
Ed eccone un’altra che però non troverete tra quelle di Aziza Munnizza.
Il set urbano è lo stesso, siamo a Palermo, alle spalle dell’Ospedale Civico.
Anche la munnizza è sempre la stessa, cambia soltanto la modella perchè quella nella foto sono io e vi assicuro che quando ho scattato non avevo idea che poi qualcuno ci avrebbe fatto un calendario! Eh, ma quando uno è creativo non ci sono storie! :D

Che si fa?

Lo so, lo so, non scrivo più. Perdonatemi, sto attraversando una fase di assoluta introflessione. Dove sono finite le mie filippiche contro Berlusconi? M’è passata la voglia, tanto più parlo più lui fa quello che gli pare. Sono talmente incredula e indignata per quello che sta accadendo in questi giorni che non ho voglia nè di parlarne nè di commentare. A che servirebbe? Quello si compra tutto e parlardone anche soltanto per prenderlo per il culo è come regalargli qualcosa, perchè mentre noi siamo qui a inventarci slogan di protesta e tormentoni da far girare in rete lui porta avanti la sua opera di distruzione. Ci sono troppe altre persone fuori da queste quattro mura che non hanno strumenti per combattere e qui dentro si continua a rimbalzare gli uni sugli altri senza  uscire dal recinto. A che serve? Lo stesso potrei dire di Palermo, leggo dappertutto della situazione che precipita, di una città allo sbando. Ma io lo dico a te, tu lo dici a me che lo so già e così all’infinito. Penso che quello che riusciamo a costruire qui dentro deve essere portato fuori, per strada; che per quanto possa essere potente il mezzo non lo è abbastanza, non per raggiungere quelle sacche che ne restano fuori. Quindi, intanto, il 13 sarò in piazza come facevo da giovane, :) speriamo mi reggano le ginocchia!
Ne approfitterò per fare un po’ di foto e per capire dalle facce della gente cosa c’è davvero lì fuori e se non dovesse bastare farò di più. Perchè sono stanca ma non ce la faccio ad arrendermi!

Luce artificiale

luceartificialeMi prende così, magari subito dopo aver detto a qualcuno che sì, stare lontana da quegli orizzonti per me così naturali non mi pesa per nulla, che tutto è ok. Poi mi rendo conto che sono qui, avvolta nel grigio di questo inverno gelido che sembra non voler finire che fissa dentro un sottile strato di ghiaccio corpi e pensieri,  a cercare di immaginare che luce ci possa essere su quelle montagne che scendono, tra quelle onde che si agitano, su quell’acqua che segna il confine di tutto. E’ un pensiero che scorre parallelo a quello che mi guida nella vita di tutti i giorni; come se riuscissi a scindermi in due metà delocalizzate. Mi muovo per Milano, intanto i miei occhi rimandano al cervello la luce e i colori della mia città.
Forse non è sano e neanche normale, ma esiste altro modo per rimanere ancorati a ciò che si è stati costretti a lasciare andare?

Palermo annega…e se le tenessimo la testa sotto?

Cari amici vicini e lontani è passata poco più di una settimana da quando ho finalmente preso la ‘cittadinanza’ milanese, già la cittadinanza…con i tempi che corrono parlare di residenza mi sembrerebbe riduttivo…
Dicevo…è passata poco più di una settimana da quel momento ma io mi sento meneghina a tutti gli effetti: faccio tardissimo in ufficio, le mie ‘e’ sono un po’ più chiuse, vado al cinema il mercoledì e se mi passa accanto una modella non ci faccio più caso…viste una, viste tutte.

Quindi, quando oggi ho visto quello che è successo a Palermo:

From FB - Foto di Dario Panzavecchia

non mi sono preoccupata neanche un po’ (non è vero, ho chiamato tutti gli amici che pensavo potessero essere in zona per accertarmi che stessero bene), nè mi sono indignata quando ho visto video qui. (Non è vero, mi sono vergogna come una ladra!)

Quello che mi auguro è che da domani le cose cambino, che chi è rimasto sommerso dall’acqua delle fogne palermitane alzi la testa per tornare a respirare.
Io, intanto, faccio finta di prendere le distanze e vivo queste ennesime manifestazioni di abuso con una serafica, glaciale, calma lombarda!

Il Nautoscopio

foto di Serena Tudisco

Questo è Il Nautoscopio. L’ha inventato Giuseppe Amato, palermitano trapiantato a Milano.
La connotazione geografica è importante perchè Il Nautoscopio è nato a Milano, progettato all’interno di una casa che sembra una barca e ha preso forma tangibile a Palermo.
Il Nautoscopio, vascello volante, ha viaggiato per anni; prima sotto forma di pensiero, di idee, poi si è trasformato in bozzetti, in appunti sparsi, in fogli cestinati e calcoli inverosimili.
Adesso Il Nautoscopio non è più un’ipotesi, un’idea che potrebbe sembrare folle.

foto di Serena Tudisco

Adesso Il Nautoscopio è!


(Lo trovate fino al 31 Dicembre al Foro Italico di Palermo)

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