Articoli marcati con tag ‘fiction’
E i programmi dell’accesso?
Se dovessi associare delle immagini a quello che era il mio concetto di paura da bambina, queste sarebbero le prime a venirmi in mente


E poi c’era lei La Fenice, ancora più british di Worzel e ancora
più impressionante. Ricordo a stento la trama; un gruppo di ragazzini che viaggia nel tempo grazie ad un tappeto volante? Può darsi; di sicuro alla fine dell’episodio il pappagallo dorato veniva fuori da una specie di uovo covato tra le fiamme del camino e, ma forse la memoria mi inganna, parlava. Forse se ancora oggi su internet si trovano tracce di questi prodotti dell’archeologia televisiva è perchè altri bimbi hanno subito il mio stesso trauma!
Dichiarazione di voto
Orrore e raccapriccio
Incubi ricorrenti – Variazioni su tema
Ascensore di casa, pigio il secondo piano. L’ascensore inizia a salire, supera il secondo piano e non si ferma, passa dal quinto e continua la sua corsa, arriva al nono che io so essere l’ultimo e non si ferma anzi raggiunge velocità elevatissime. In genere a questo punto mi impongo di aprire gli occhi.
Ieri notte; rientro a casa, davanti all’ascensore ci sono due uomini che non conosco. Mi danno uno strappo, pigio il bottone del secondo piano. Siamo a metà del primo quando una spia rossa si accende sul pannello di controllo, la scritta "per la peggiore delle possibilità" lampeggia. L’ascensore trema ed inizia a precipitare verso il basso, mi sento schiacciare verso il pavimento. E’ la fine.
Uno dei due uomini è Maurizio Costanzo.
Apro gli occhi.
Tutti in fila?
, si parla di "Scusami ma ti chiamo amore" di Federico Moccia, ennesima riduzione cinematografica tratta dall’ennesimo libercolo adolescenziale del figlio di Pipolo di Castellano&Pipolo. In studio il giudizio, anche se nessuno lo dice, è unanime: il film è una schifezza. Qualcuno dopo averne decantato le lodi dice: "Sempre che questo possa essere condiderato cinema", qualcun altro in collegamento afferma ridacchiando ma non troppo che questo è "il nuovo neorealismo". Anselma dell’Olio, che in genere non ne lascia passare una, trova che Moccia sia bravo come regista anche se alla sua prima esperienza (in realtà ci aveva già regalato ne ’96 Classe Mista 3A) ; l’unico che tenta di dissentire è Magrelli ma nel farlo tenta di giustificarsi facendo capire che Moccia non è proprio il suo genere quindi probabilmente è per questo che non riesce ad apprezzarlo….ma tutto sommato…Dunque è vietato parlar male di Moccia? Questo è chiaro, così come sono chiari i 5 milioni di euro che il film ha incassato nel primo weekend di programmazione. Ne deduco, e mi sembra d’aver scoperto l’acqua calda, che la sudditanza psicologica di critici e conduttore nasca dal bagliore dei soldoni che trasforma la critica più feroce in un tentativo estremo di nobilitare un mediocre esercizio di stile. Ma 5 milioni sono 5 milioni e come si dice? Fanno bene al cinema italiano…..



