Articoli marcati con tag ‘fiction’

E i programmi dell’accesso?

Se dovessi associare delle immagini a quello che era il mio concetto di paura da bambina, queste sarebbero le prime a venirmi in mente

cast

Worzel lo spaventapasseri era la paura vera, eppure continuavo a vederlo. Era sporco, più simile ad una strega che ad un fantoccio e capace di ruotare la testa a 360°. Anzi, la testa, se non ricordo male, era intercambiabile. Lo spaventapasseri prendeva una maschera inanimata e l’avvitava sul collo rendendo vivi occhi che fino ad un momento prima erano buchi vuoti. Raccapricciante! E poi quella detestabile atmosfera inglese….brrrrr…brividi in ogni dove anche ricordando George e Mildred…tutto così finto e artificioso

        phoenix

E poi c’era lei La Fenice, ancora più british di Worzel e ancora

più impressionante. Ricordo a stento la trama; un gruppo di ragazzini che viaggia nel tempo grazie ad un tappeto volante? Può darsi; di sicuro alla fine dell’episodio il pappagallo dorato veniva fuori da una specie di uovo covato tra le fiamme del camino e, ma forse la memoria mi inganna, parlava. Forse se ancora oggi su internet si trovano tracce di questi prodotti dell’archeologia televisiva è perchè altri bimbi hanno subito il mio stesso trauma!

Dichiarazione di voto

Ok Silvio, mi hai convinto, voterò PD!

Orrore e raccapriccio

Dice la Santanchè "Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela dò…".

Incubi ricorrenti – Variazioni su tema

Inizio a sentire il rombo di un motore, capisco guardando verso l’alto che è quello di un aereo in panne. Lo osservo mentre cerca di mantenere quota, mentre oscilla in modo innaturale. Io, intanto, cerco un riparo; di solito è la mia casa di campagna. Una volta dentro scruto dalle finestre il cielo scuro, l’aereo è sempre lì, invece di allontanarsi gira sulla mia testa sempre più basso mentre il rumore cresce. Quando questo diventa insopportabile inevitabilmente decido di scappare, esco da casa e mi allontano verso la campagna e inevitabilmente l’aereo smette di girare e cade, su di me.

Ascensore di casa, pigio il secondo piano. L’ascensore inizia a salire, supera il secondo piano e non si ferma, passa dal quinto e continua la sua corsa, arriva al nono che io so essere l’ultimo e non si ferma anzi raggiunge velocità elevatissime. In genere a questo punto mi impongo di aprire gli occhi.

Ieri notte; rientro a casa, davanti all’ascensore ci sono due uomini che non conosco. Mi danno uno strappo, pigio il bottone del secondo piano.  Siamo a metà del primo quando una spia rossa si accende sul pannello di controllo, la scritta "per la peggiore delle possibilità" lampeggia. L’ascensore trema ed inizia a precipitare verso il basso, mi sento schiacciare verso il pavimento. E’ la fine.
Uno dei due uomini è Maurizio Costanzo.

Apro gli occhi.

Tutti in fila?

A Cinematografo, la rubrica dedicata al cinema ideata curata e condotta da Gigi Marzullo , si parla di "Scusami ma ti chiamo amore" di Federico Moccia, ennesima riduzione cinematografica tratta dall’ennesimo libercolo adolescenziale del figlio di Pipolo di Castellano&Pipolo. In studio il giudizio, anche se nessuno lo dice, è unanime: il film è una schifezza. Qualcuno dopo averne decantato le lodi dice: "Sempre che questo possa essere condiderato cinema", qualcun altro in collegamento afferma ridacchiando ma non troppo che questo è "il nuovo neorealismo". Anselma dell’Olio, che in genere non ne lascia passare una, trova che Moccia sia bravo come regista anche se alla sua prima esperienza (in realtà ci aveva già regalato ne ’96 Classe Mista 3A) ; l’unico che tenta di dissentire è Magrelli ma nel farlo tenta di giustificarsi facendo capire che Moccia non è proprio il suo genere quindi probabilmente è per questo che non riesce ad apprezzarlo….ma tutto sommato…
Dunque è vietato parlar male di Moccia? Questo è chiaro, così come sono chiari i 5 milioni di euro che il film ha incassato nel primo weekend di programmazione. Ne deduco, e mi sembra d’aver scoperto l’acqua calda, che la sudditanza psicologica di critici e conduttore nasca dal bagliore dei soldoni che trasforma la critica più feroce in un tentativo estremo di nobilitare un mediocre esercizio di stile. Ma 5 milioni sono 5 milioni e come si dice? Fanno bene al cinema italiano…..
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