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Facebook e l’assurda nostalgia del gettone telefonico

Giulia Carcasi(?) , scrittrice (?), classe ’84, dichiara a Tatami (Rai Tre) che chi sta su Facebook è una persona sola.
Può esistere una dichiarazione più anacronistica e intellettualoide di questa? Credo di no.
Dieci anni fa erano le chat; chi chattava era solo, triste, incapace di comunicare.
Poi furono i blog; chi apriva un blog preferiva nascondersi dietro un nick per dire tutto quello che mai avrebbe potuto esprimere con la propria voce.
Adesso è Facebook; qui muore la comunicazione, qui muoiono le relazioni interpersonali, qui non ci sono persone ma entità vacue ed effimere destinate a scomparire.
Giulia Carcasi, per giustificare la sua teoria, è arrivata persino a raccontare di una sua presunta nostalgia per il gettone telefonico…manco avesse sessant’anni. Facendo un rapido calcolo quando la Carcasi aveva 8 anni in giro c’erano già le schede telefoniche… :|
Cmq, a chi ha paura di FB dico che siamo noi a decidere chi, siamo noi a decidere quando e soprattutto siamo noi a decidere cosa vogliamo raccontare.
FB, per chi lo usa, è uno strumento e non un succedaneo della vita.

Fate piano cazzo che si rompe!!

In effetti nella faccenda Alitalia mancava soltanto l’intervento di Fantozzi

Per un attimo ho avuto paura!

Oh mamma! Quella di oggi sembrava una giornata come tante. Sveglia molto tardi, un pò di lettura, un giretto su internet, un pranzo veloce e leggero. E poi? Cosa si fa? Vediamo un pò cosa offre Milano in questa ennesima uggiosa giornata di primavera. Mi connetto e leggo che Palazzo Marino, sede della giunta comunale, apre le porte! Perchè no, mi dico. Finora i palazzi della Milano che fu non mi hanno mai deluso, vedi ad esempio Palazzo Litta che nulla ha da invidiare alle residenze nobiliari della mia terra natia. Prendiamo la metro e in pochi minuti siamo in Piazza della Scala. Le strade pullulano di turisti e milanesi, c’è aria di festa e Palazzo Marino continua ad accogliere visitatori anche se siamo ormai quasi al tramonto. Ma andiamo al dunque, il palazzo è un pò tetro, un pò grigio; i pavimenti di alcuni corridoi sono identici a quelli del mio appartamento. Tutto è abbastanza dimesso, anzi a volte mi sembra che alcune stanze siano state ritappezzate da poco. Continuiamo il giro abbastanza velocemente; ad un certo punto un cartello ci avvisa che abbiamo raggiunto le sale del potere, quelle in cui alberga abitualmente Letizia. Non ci posso credere, sto calpestando il parquet che lei calpesta ogni mattina, respiro la sua stessa aria. Mentre penso a queste cose dal fondo di una sala emerge una figura grigia ma dai capelli cotonati e dall’inconfondibile eloquio. E’ lei! Letizia è a pochi passi da me, stringe la mani di tutti quelli che passano. E’ il panico! Vorrei poter tornare indietro, dico ‘Andiamo, non voglio darle la mano’ ma il percorso è obbligato. Dobbiamo, per forza, passare da lì. Ormai siamo a pochi passi da lei, che sorride avvolta nel luccichio dei suoi ori gialli e rossi. La pelle lucida è passata di sicuro sotto le mani di un sapiente truccatore perchè Letizia, non mi inganni, io ti ho visto tante volte con la faccia molto più sbattuta di questa che ostenti adesso! La guardo con la coda dell’occhio mentra la fila si fa più breve, fingo di interessarmi ai pochi stucchi della stanza, faccio finta di indicare le meraviglie dei broccati. Tocca a noi! Cerco di mimetizzarmi, di superare il cordolo, tento di sottrarmi al sorriso ed alla mano che inesorabile si tenderà verso di me…quando ecco che un gruppo di sciurette la vede. E’ tutto un trillar di vocine agitate ‘UHHH…ma la guarda là. Ma c’è La Letissia La Moratti….Ma meno male nè…Ma si nè, l’è la signora La Moratti…uuuuuhhhhhhh Signur’ e  senza pensarci due volte lascio che mi superino e che sciamino felici verso la loro Ape Regina!

Piazza San Babila

Ma non lo doveva fare lui il miracolo italiano?


Anch’io invoco l’aiuto di Dio! Ora pro nobisssssss…..
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