Articoli marcati con tag ‘blog’

Silvio Berlusconi vince il Premio Nobel per la Pace

L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi è un onore per lui e un orgoglio per tutti noi italiani. Nessuno più del nostro chiarissimo Premier avrebbe meritato, in questi oscuri anni, di ottenere tale riconoscimento.
La strada della Pace Mondiale, dunque, passa da Arcore.

Oslo - Silvio Berlusconi si appresta a ricevere il Premio Nobel per la Pace

Oslo - Silvio Berlusconi si appresta a ricevere il Premio Nobel per la Pace

Che orrore! Morgan bacia Selvaggia Lucarelli!

So che davanti a questa foto molte della mie amiche, e anche molti miei amici, cadranno dalla sedia.
Vedere Morgan che bacia Selvaggia Lucarelli ha un effetto vagamente straniante. Voglio dire…Morgan era quello che tanti anni fa, prima di diventare grande, cantava di ‘Acidi e Basi’, di Iodio, di Assenzio e Cieli Neri e che, invece, adesso non fa che slinguazzarsi ad ogni angolo di strada con qualunque soubrette capiti a tiro. Lo so, lo so, la colpa è di Asia.
Gli ha spezzato il cuore e adesso che finalmente anche lei ha accettato il suo essere una borghese qualunque lui tenta di trovare una nuova strada.
Ma questa è soltanto dietrologia fatta da una che ascoltava i Bluvertigo e che, adesso, ha ceduto alle lusinghe di X Factor. Già anch’io mi sono imborghesita, mi manca soltanto un microcane dentro la borsetta e l’attico ai Parioli.

Complimentoni invece a Selvaggia, la prima ‘blogger’ che ha cavalcato l’onda per riuscire ad ottenere ciò che voleva.
Scrive bene, anche se prima di entrare nel ‘giro giusto’, scriveva meglio ma questo è soltanto un problema di concentrazione e di notti passate a fare bagordi con i vips.
Restano oscuri i suoi gusti in fatto di uomini…Max Giusti prima, Laerte Pappalardo poi, Morgan adesso.
Cos’avranno mai in comune?!

Tutto in una notte…

Finisce una settimana assurda che sembra essere durata un mese. Piena di sconvolgimenti emotivi , fisici, morali e chi più ne ha più ne metta.
Perchè io, mi sembra d’averlo già detto, sono una ragazza sensibile e anche schiacciare una zanzara contro al muro fa di me un’assassina seriale.
Era il 2000 quando per un caso fortuito ho ascoltato,per la prima volta, un brano di Moltheni.
Era Martedì scorso, a quasi dieci anni da quel primo incontro, quando finalmente ho potuto seguire dal vivo uno dei suoi concerti.
Al di là della particolarità musicale, Moltheni ha il dono. Ma non un dono qualsiasi, ha il dono particolare di saper intrecciare le parole non soltanto tra di loro ma anche a delle immagini. Ascoltare la sua musica è guardare un film, entrare in un immaginario che forse non esiste ma che cambieresti volentieri con tutto ciò che ti circonda. Non è facile, non è facile per niente. Però lui ci riesce. E quando parte il giro di chitarra di Corallo cosa puoi fare? Niente. Aspettare che il cuore recuperi il giusto ritmo, la giusta velocità.
Cercare di rendere regolare il respiro mentre un vento rovente ti scompiglia sottopelle.

Ieri sera poi, lo scenario cambia completamente e dalle 200 anime del live di Moltheni mi ritrovo catapultata tra i 60.000 dei Depeche Mode a San Siro. Anche questo era un momento atteso a lungo..Facciamo più o meno 20 anni? 20 anni sono una vita! E i Depeche sono lì, compagni fedeli, pronti a suonare per te quando hai bisogno di stare al buio o semplicemente di ascoltare dei suoni che possano avvicinarti a tutto quello che c’è fuori di qui. Sarà un caso che il loro ultimo disco si intitoli Sounds of the Universe? Credo di no e mi sembra anche una definizione perfetta per le loro composizioni. E’ una musica che arriva da lontano e che ti porta in alto. E in alcuni momenti sono soltanto vertigini.
Per capire di cosa sto parlando andate al 4.20 di questo video e arrivate fino in fondo!

 

 

Lo devo dire!

Arrivano i primi exit poll di queste elezioni europee che avrebbero dovuto dare un segnale.
Per il momento l’unico, deprimente, segnale che mi arriva sono le foto di Noemi Letizia che mezza nuda va a votare con occhialoni scuri, scorta e ressa di fotografi.
Che paese di merda!

La normalità vissuta come eccezione…

Milano, Centro Cardiologico Monzino. Mio padre si trova lì da circa una settimana; oggi ha subito un intervento che probabilmente gli renderà la vita più tranquilla.
Ancora una volta mi tocca fare un confronto tra la sanità lombarda e quella siciliana.
Non lo faccio per presunzione, lo faccio perchè le differenze sono tante e tali che è quasi inevitabile fare un paragone. Non mi soffermerò neanche sugli elementi accessori al ricovero (tipo le tv appese alle pareti di ogni stanza; queste cose non sono utili al benessere di un malato sono, appunto, soltanto accessori).
Voglio, invece, soffermarmi su altre cose che possono rendere un momento generalmente vissuto con ansia almeno un po’ più piacevole e dignitoso.

Durante l’ultimo ricovero ‘palermitano’ mio padre ne ha viste di tutti i colori; dai corridoi dei reparti stracolmi di letti e malati (maschi e femmine, senza alcuna distinzione), al pasto servito ma già iniziato da qualcun altro (praticamente gli hanno consegnato un panino precedentemente sbocconcellato da un altro paziente, per la serie ‘non si butta via niente…’).
Ovviamente a Palermo di menu personalizzati, a seconda delle patologie, non se ne parla neanche.
In genere, il consiglio degli ausiliari è quello, eventualmente, di consumare soltanto mezza porzione di tutto ciò che viene distribuito, in barba a eccessi di colesterolo e zuccheri nel sangue.
Al Centro Cardiologico Monzino ogni paziente ha un menu personalizzato e se, nel frattempo, interviene qualche altro fattore il pasto può essere sostituito in corsa per venire incontro alle esigenze del paziente. Così, questa mattina, ovviamente debilitato dopo l’intervento a mio padre è stato fornito, in alternativa al pasto solido previsto, un pasto liquido.
Nessuno degli inservienti ha sbuffato, nessuno ha consigliato a mia madre di provvedere da sola portando magari qualcosa da casa. Si sono fatti in quattro per trovare una soluzione. Semplicemente.
E mentre Palermo brucia tra la sua monnezza penso che a certe cose difficilmente riuscirò ad abituarmi, sia in un senso che nell’altro.
Facebook
Casellario