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Drag Queen per una notte!
Voi cosa fate il martedì sera? Io la drag queen…o almeno ci provo perchè voglio essere Drag Queen per una notte!
Sto ancora studiando, ogni settimana svesto i panni da social media blablablabla per tuffarmi in quelli della dolcissima Delice. Se pensate che per fare la Drag Queen possano bastare un paio di tacchi e una parrucca colorata vi sbagliate, come diceva la signorina Grant…’Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama. Ma queste cose costano, ed è esattamente qui che si comincia a pagare: col sudore!’ E infatti noi sudiamo sotto l’occhio vigile delle Sorelle. Domitilla e Desiree sono le nostre maestre, loro fanno parte di una grande famiglia, quella delle Nina’s Drag Queens, la loro casa è dietro le quinte del Teatro di Ringhiera. Prima di indossare il tacco 12 ci muoviamo nello spazio e riscopriamo pezzi di noi dimenticati da tempo.
E’ l’estremità di un mignolo, un gastrocnemio soffocato, una forza latente ed esplosiva.
Poi parte la musica e le Sorelline, che siamo noi, ci sforziamo di venir fuori circondate da piume e paillettes!
E alla fine saremo più o meno così
Palermo fucina di creatività!
La fotografa Matilde Incorpora e la stilista Francesca Catania hanno avuto un’idea originale e molto molto creativa realizzando a Palermo Aziza Munnizza, il primo calendario che come sfondo non ha esotiche spiaggie o dimore di lusso ma la munnizza di Palermo.
Qualche giorno fa Repubblica ha messo online una gallery con le foto del calendario:
Eccone una, notevole non c’è che dire…la modella si chiama Giulia Tetamo.
Ed eccone un’altra che però non troverete tra quelle di Aziza Munnizza.
Il set urbano è lo stesso, siamo a Palermo, alle spalle dell’Ospedale Civico.
Anche la munnizza è sempre la stessa, cambia soltanto la modella perchè quella nella foto sono io e vi assicuro che quando ho scattato non avevo idea che poi qualcuno ci avrebbe fatto un calendario! Eh, ma quando uno è creativo non ci sono storie!
Il Nautoscopio
Questo è Il Nautoscopio. L’ha inventato Giuseppe Amato, palermitano trapiantato a Milano.
La connotazione geografica è importante perchè Il Nautoscopio è nato a Milano, progettato all’interno di una casa che sembra una barca e ha preso forma tangibile a Palermo.
Il Nautoscopio, vascello volante, ha viaggiato per anni; prima sotto forma di pensiero, di idee, poi si è trasformato in bozzetti, in appunti sparsi, in fogli cestinati e calcoli inverosimili.
Adesso Il Nautoscopio non è più un’ipotesi, un’idea che potrebbe sembrare folle.
Adesso Il Nautoscopio è!
(Lo trovate fino al 31 Dicembre al Foro Italico di Palermo)





