Cambiamenti necessari

Piove. Ancora. E se cambiassi il nome al blog?

Blogstar e rosiconi – Quando la Rete diffonde tristezza


Sono in Rete ormai da più di 10 anni. Sono blogger da 7, questo mi ha portato a lavorare nel dorato e trendissimo mondo dei social media. Ho totale rispetto per il mezzo e credo nelle sue infinite potenzialità. Se incontro qualche scettico, esistono ancora delle bolle di resistenza, faccio di tutto per convincerlo che dal Web si possono soltanto trarre benefici, sempre che l’uso sia responsabile. E anche questo è un concetto relativo perchè uno della sua connessione fa quello che vuole.
Internet, qualcuno provi a smentirmi, ha cambiato il mondo. Internet è comunicazione alla portata di tutti ed è connessione invisibile tra migliaia di persone.
Talvolta queste persone decidono che sarebbe bello incontrarsi, stringersi la mano, conoscersi senza quello che viene considerato un filtro; allora vengono organizzati megaraduni, in gergo li chiamano Camp, in giro per l’Italia. L’ultimo, ViaDelCamp, si è tenuto a Genova proprio questo weekeend e si è concluso con una rissa senza esclusione di colpi sulle pagine di FriendFeed. Alcuni dei partecipanti hanno lamentato una organizzazione carente, gli organizzatori si sono difesi e sin qui tutto normale. Solo che dopo qualche battuta al curaro è venuto fuori uno dei tempi più caldi della blogosfera. “Blogstar e rosiconi”. La teoria è che esistono le blogstar e che esistono i rosiconi che blogstar non sono ma che vorrebbero tanto esserlo. Le blogstar sono quelle che sui loro blog fanno tante visite, a volte per merito altre volte per motivi meno evidenti. I rosiconi  (secondo alcune blogstar)  sono tutti gli altri che, mi pare di capire, non perderebbero occasione per dare addosso all’Olimpo dei blogger più quotati. Così tutte le più tristi ‘dinamiche umane’ a base di invidia, presunzione e recriminazioni si riversano nel luogo in cui si presume che tutti siano uguali. E invece pare che no!
Io non vado ai Camp, non per snobismo ma per timidezza.
Credo di essere molto più brillante parlando attraverso la mia tastiera che annegandomi tra mille persone che hanno l’ansia di farsi conoscere per diventare  ‘un blogger che conta’.
Ma poi, che significa ‘essere un blogger che conta’? Qualcuno me lo sa spiegare?

Se un amico scompare…

Scopro casualmente su Facebook che una mia collega d’università, da quasi due anni, è svanita nel nulla. Scomparsa da Bruxelles alla fine del 2008 senza lasciare nessuna traccia che non siano gli appelli di amici e parenti. Per quanto mi riguarda la cosa mi lascia basita perchè Floriana mi è sempre sembrata più matura della sua età, in gamba nello studio, nella vita e da quel che so anche sul lavoro. Questo per dire che Floriana non è una da colpi di testa, nè lascerebbe mai la sua famiglia per così tanto tempo senza dare alcuna notizia di sè. La mia era una conoscenza superficiale: abbiamo seguito le stesse lezioni, abbiamo aspettato insieme di essere chiamate agli appelli, abbiamo condiviso la passione per il cinema dentro e fuori le aule della Facoltà di Lettere di Palermo, qualche volta siamo uscite insieme per bere una birra…e di lei adesso non si sa più nulla. Mi sono sempre chiesta cosa si provasse nel sapere che una persona che conosci, con cui hai passato del tempo, a cui hai voluto bene è scomparsa. Adesso lo so.
Sono sconvolta, preoccupata, incredula e vorrei poter fare qualcosa di concreto. Allo stesso tempo mi chiedo se sia sia giusto farlo; e se Floriana avesse deciso volontariamente di allontanarsi da tutto? Che diritto ho di cercarla, di diffondere la sua immagine e il suo nome per la rete? Nessuno. Ma se così non fosse? Cosa è giusto fare in questi casi?

Terra di Agbo Terra di Lorenz di Alessio Guglielmini

Per 18 mesi ho lavorato per una mega agenzia di comunicazione digitale. Ho fatto parte di un team di lavoro giovane, professionale, in crescita e bla bla bla. Sapete…eravamo un po’ tutte quelle cose che si dicono in genere dei team, soprattutto se il settore è quello della comunicazione. Noi eravamo quelle cose lì ma anche un po’ di più, perchè oltre ad esistere come squadra di lavoro ognuno di noi era, anzi è, un individuo speciale, nessuno di noi era un ‘anonimo impiegato’. In un modo o nell’altro anche se stressati, anche se sotto pressione e carichi di lavoro oltre ogni limite, le nostre personalità scalpitavano per venir fuori e ci riuscivano. Bastava una battuta, un’espressione del volto per renderci unici, identificabili e speciali.
Da ieri uno di noi è ancora più speciale perchè è riuscito a realizzare quello che per molti resterà un traguardo irraggiungibile: la pubblicazione del suo primo libro.
Alessio Guglielmini è stato mio compagno di scrivania per mesi, lavorava con le cuffie a tutto volume, batteva il tempo con tutto ciò che gli capitava a tiro ma non staccava mai gli occhi dal monitor. Mi piace pensare che parte della sua concentrazione fosse dedicata anche ad immaginare la struttura e i personaggi del suo romanzo. Sono sicura che tra le 1000 beghe di un lavoro noioso, magari a volte ripetitivo, abbia trovato il modo di pensare alle sue parole e mi auguro che nessuna di queste sia andata sprecata per correre dietro ad una slide da mettere in PPT! :D
Il libro si chiama ‘Terra di Agbo terra di Lorenz’…se volete saperne di più trovate la scheda sul sito di Statale11.it
P.S Questo post è dedicato a tutti i miei colleghi/amici di Neo Network…vi auguro sdolcinatamente di realizzare tutti i vostri sogni!
Sempre sempre vostra! Vi lovvo! :D
Simo

D’Alema va a Ballarò e s’incazza di brutto!

D’Alema a Ballarò ha appena detto ad Alessandro Sallusti, del Giornale, ‘Vada a farsi fottere’. Questo dopo essersi fatto mettere in mezzo su affitti, case e quella che potremmo considerare una questione morale!
E adesso si rinfacciano le puttane…anzi… le Signorine! Alèèèèèèèèèè! Bei momenti davvero!

Ecco il video: D’Alema vs. Sallusti ne ‘Vada a farsi fottere lei e le sue Signorine’

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