Parlare e condividere, condividere e parlare.

Forse qualcuno potrebbe non crederci ma dopo la batosta elettorale del 2008 la mia passione per ‘la politica’ e per la res publica era un po’ scemata. Ho vissuto ripiegata su me stessa perchè questa politica aveva e ha troppe troppe ripercussioni sulla mia vita privata. Ritirarsi a meditare era l’unica condizione possibile per rimanere a galla. Il mio canto del cigno fu questo post, poi sviluppato e  pubblicato su Rosalio , nell’Aprile del 2008.

Vi riporto la versione integrale:

Mi dimetto da siciliana!
Questa volta sul serio; ho cercato di resistere, ho mantenuto la mia residenza anagrafica a Palermo perché volevo ancora essere parte di un ipotetico progetto di riscatto. Volevo poter dire la mia su quello che succedeva nella mia città, nella mia regione. Adesso basta! Perché non ne vale la pena, perché non c’è nessun motivo per cui io debba continuare a sperare e a lottare per qualcuno che non ha alcuna voglia di farsi salvare. Domani cambierò la residenza, poi forse mi farò trasfondere del puro sangue padano; perché io quelli che al Nord votano Lega li capisco. Li capisco benissimo! Hanno da difendere la ricchezza costruita nel passato, quella che costruiscono giorno dopo giorno nel presente, quella che costruiranno nel futuro ed è naturale che vogliano disfarsi di regioni che campano sull’assistenzialismo. Riesco pure a capirli, anche se con molto sforzo, quando votano Lega per assecondare la loro xenofobia; quando vogliono cacciare lo straniero perché a volte, loro visi pallidi, diventano la minoranza.
Scendendo un po’ più a sud capisco quelli che in Campania hanno deciso di togliere il loro voto alla sinistra, perché da mesi vivono una situazione di disagio estremo ed era giusto che fosse così.
Capisco tutto, soltanto le dinamiche siciliane mi sfuggono.

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Berlusconi su Facebook? Francamente non ne sentivo la mancanza

A furia di evocarlo, alla fine, Berlusconi arriva su Facebook. In realtà c’era già da tempo…infatti se cercate Berlusconi sul motore di ricerca di Facebook vengono fuori più di 500 risultati; e parlo soltanto delle “fan page”, le virgolette sono doverose perchè non è che cliccando sul” mi piace” diventi fan di Berlusconi aderisci, piuttosto, a tutte le forme possibili di antiberlusconismo.
Alcuni esempi: Berlusconi non mi rappresenta (quasi 90.000 iscritti), (quasi 12.000), Berlusconi…ma chi cazzo l’ha votato, Facciamo una colletta per comprare una dignità a Berlusconi e Provare vergogna quando Berlusconi fa un discorso.
Direi che il popolo di Facebook, quando si tratta del cavaliere, non ha peli sulla lingua..
A questo punto non ci resta che aspettare e vedere che tipo di linguaggio Berlusconi, o chi per lui, utilizzerà sul social network.

Possibili scenari?

  • Un presidente contadino che gioca a Farmiville e si tagga nelle foto.
  • Un presidente istituzionale che tratterà il suo profilo come una succursale sfigata dell’ ufficio stampa.
  • Un presidente Berlusconi che userà la sua pagina per parlare di miracoli italiani, di ottimismo e di crisi lasciata alle spalle,come dire… un po’ delle solite cazzate.

Oppure? Come lo immaginate voi il profilo Facebook di Berlusconi?

Cambiamenti necessari

Piove. Ancora. E se cambiassi il nome al blog?

Blogstar e rosiconi – Quando la Rete diffonde tristezza


Sono in Rete ormai da più di 10 anni. Sono blogger da 7, questo mi ha portato a lavorare nel dorato e trendissimo mondo dei social media. Ho totale rispetto per il mezzo e credo nelle sue infinite potenzialità. Se incontro qualche scettico, esistono ancora delle bolle di resistenza, faccio di tutto per convincerlo che dal Web si possono soltanto trarre benefici, sempre che l’uso sia responsabile. E anche questo è un concetto relativo perchè uno della sua connessione fa quello che vuole.
Internet, qualcuno provi a smentirmi, ha cambiato il mondo. Internet è comunicazione alla portata di tutti ed è connessione invisibile tra migliaia di persone.
Talvolta queste persone decidono che sarebbe bello incontrarsi, stringersi la mano, conoscersi senza quello che viene considerato un filtro; allora vengono organizzati megaraduni, in gergo li chiamano Camp, in giro per l’Italia. L’ultimo, ViaDelCamp, si è tenuto a Genova proprio questo weekeend e si è concluso con una rissa senza esclusione di colpi sulle pagine di FriendFeed. Alcuni dei partecipanti hanno lamentato una organizzazione carente, gli organizzatori si sono difesi e sin qui tutto normale. Solo che dopo qualche battuta al curaro è venuto fuori uno dei tempi più caldi della blogosfera. “Blogstar e rosiconi”. La teoria è che esistono le blogstar e che esistono i rosiconi che blogstar non sono ma che vorrebbero tanto esserlo. Le blogstar sono quelle che sui loro blog fanno tante visite, a volte per merito altre volte per motivi meno evidenti. I rosiconi  (secondo alcune blogstar)  sono tutti gli altri che, mi pare di capire, non perderebbero occasione per dare addosso all’Olimpo dei blogger più quotati. Così tutte le più tristi ‘dinamiche umane’ a base di invidia, presunzione e recriminazioni si riversano nel luogo in cui si presume che tutti siano uguali. E invece pare che no!
Io non vado ai Camp, non per snobismo ma per timidezza.
Credo di essere molto più brillante parlando attraverso la mia tastiera che annegandomi tra mille persone che hanno l’ansia di farsi conoscere per diventare  ‘un blogger che conta’.
Ma poi, che significa ‘essere un blogger che conta’? Qualcuno me lo sa spiegare?

Se un amico scompare…

Scopro casualmente su Facebook che una mia collega d’università, da quasi due anni, è svanita nel nulla. Scomparsa da Bruxelles alla fine del 2008 senza lasciare nessuna traccia che non siano gli appelli di amici e parenti. Per quanto mi riguarda la cosa mi lascia basita perchè Floriana mi è sempre sembrata più matura della sua età, in gamba nello studio, nella vita e da quel che so anche sul lavoro. Questo per dire che Floriana non è una da colpi di testa, nè lascerebbe mai la sua famiglia per così tanto tempo senza dare alcuna notizia di sè. La mia era una conoscenza superficiale: abbiamo seguito le stesse lezioni, abbiamo aspettato insieme di essere chiamate agli appelli, abbiamo condiviso la passione per il cinema dentro e fuori le aule della Facoltà di Lettere di Palermo, qualche volta siamo uscite insieme per bere una birra…e di lei adesso non si sa più nulla. Mi sono sempre chiesta cosa si provasse nel sapere che una persona che conosci, con cui hai passato del tempo, a cui hai voluto bene è scomparsa. Adesso lo so.
Sono sconvolta, preoccupata, incredula e vorrei poter fare qualcosa di concreto. Allo stesso tempo mi chiedo se sia sia giusto farlo; e se Floriana avesse deciso volontariamente di allontanarsi da tutto? Che diritto ho di cercarla, di diffondere la sua immagine e il suo nome per la rete? Nessuno. Ma se così non fosse? Cosa è giusto fare in questi casi?

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