PostHeaderIcon Essere meno

Ho un difetto, grossissimo. Mi faccio troppe domande.
Per anni ho pensato che fosse un pregio, una qualità; oggi mi rendo conto che farsi troppe domande è una brutta malattia. Gli altri ti guardano come se tu fossi un appestato o un povero stronzo. Ma guarda questa che invece di schivare i colpi e camminare a testa bassa cerca ancora di capire. Capire cosa? Capire chi?

Mi piace capire le cose che faccio: se so cosa sto facendo la faccio meglio e sento di avere uno scopo.
Mi piace, nonostante la mia rinomata misantropia, capire le persone. Avere empatia per qualcuno e spesso, in questo, esagero.
Ma non riesco ad accontentarmi dell’istinto: cerco di capire, cerco di comprendere, di trovare una spiegazione a ogni comportamento, ad ogni atteggiamento.
Non si direbbe ma dò sempre una seconda possibilità.
E poi, prima di tutto, cerco di capire me stessa. Quando penso di esserci riuscita mi accorgo di colpo che invece non ho capito proprio nulla. E ricomincio a cercare ma nel frattempo è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare, allora quello che valeva prima non vale più.
Lo ammetto, è stancante.
Soprattutto se questa tela, come faceva Penelope, continuo a sfilarla giorno dopo giorno.

Il mio pensiero va soprattutto alle persone che mi stanno accanto, che cercano di guarirmi da questa malattia spingendomi ad essere meno.
Essere meno presente, essere meno lucida, essere meno punto e basta.
Ci provo, davvero, ci provo… e se non riesco…abbiate pazienza.

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PostHeaderIcon La delusione cinematografica dell’anno: Los Abrazos Rotos

Torno ad indossare per un giorno i miei panni arrugginiti da critico cinematografico per stroncare un film che ho aspettato per mesi. Parlo di ‘Los abrazos rotos’ di Pedro Almodovar. Punto cardine della mia umile recensione è che non ho capito quale fosse il tema del film.
Una donna contesa tra due uomini? No! Una donna innamorata di due uomini che non sa decidersi? No! Un uomo ossessionato da una donna? Neanche! Due che si amano contro ogni avversità? Boh!
Di sicuro è la storia della Cruz che si trasforma grazie al trucco, alle parrucche e ai costumi; di sicuro c’è la fotografia unica e meravigliosa dei film di Almodovar.
Sarà per questo che la sensazione finale è che Pedro si sia impegnato troppo a curare i dettagli estetici e stilistici e meno quelli della struttura facendo uscire nelle sale un film dalla trama poco fluida che passa attraverso personaggi poco approfonditi e spunti lasciati a metà.
Per i primi 40 minuti ho pensato che, forse, questa confusione di elementi fosse funzionale all’intreccio ma lo sviluppo del resto della storia risulta alla fine prevedibile (oserei dire banale) e di scarsissimo mordente.
Se avrò voglia di rivederlo mi accontenterò del trailer che in questo caso è molto più bello e concreto del film!

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Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…

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PostHeaderIcon Un attimo di sano qualunquismo

Attenzione! Sto per fare del populismo, del qualunquismo, sto per fare quello che vi pare ma devo!
Oggi, il ministro per la pari opportunità Mara Carfagna dice:  “Sono assolutamente favorevole a una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab (velo che copre la donna lasciando scoperti solo gli occhi, ndr), simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione – ha spiegato il ministro -. Non in quanto simboli religiosi, bensì per le storie che nascondono, storie di donne cui vengono negati diritti fondamentali come l’istruzione o la possibilità di lavorare, storie di violenza e di sopraffazione. Vietare burqa e niqab nelle scuole, luogo primario di integrazione ed emancipazione, può essere un segnale importante.”

Mi va di mettere in evidenza alcune delle parole pronunciate dal Ministro quali: simboli di sottomissione della donne, storie di violenza e di sopraffazione.
Non posso non pensare che pochi giorni fa, quando Rosi Bindi, è stata vittima di un episodio di violenza e di sopraffazione in diretta tv la Ministra non ha detto una parola.
Non posso non pensare a quelle ragazzotte che ritengono che soltanto la sottomissione al potente di turno possa essere la chiave per il futuro.
Dite che le ragazzotte hanno fatto una scelta consapevole? Io credo che quelle ragazzotte se hanno visto come unica scelta quella che hanno fatto, probabilmente non sono state messe nelle condizioni di poter scegliere altro, non hanno avuto gli strumenti necessari a difendersi.
La ministra Carfagna dovrebbe preoccuparsi anche di quello che succede nelle scuole alle ragazze che non indossano un burqua, perchè come ben dice la Ministra le ‘ scuole, sono  luogo primario di integrazione ed emancipazione‘. Per tutte!

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PostHeaderIcon Silvio Berlusconi vince il Premio Nobel per la Pace

L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi è un onore per lui e un orgoglio per tutti noi italiani. Nessuno più del nostro chiarissimo Premier avrebbe meritato, in questi oscuri anni, di ottenere tale riconoscimento.
La strada della Pace Mondiale, dunque, passa da Arcore.

Oslo - Silvio Berlusconi si appresta a ricevere il Premio Nobel per la Pace

Oslo - Silvio Berlusconi si appresta a ricevere il Premio Nobel per la Pace

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