Io mi astengo (e adesso chiamatemi qualunquista!)

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Io a votare non ci sono andata. Lo dico con orgoglio, nonostante le maggiori critiche oggi siano proprio verso il ‘partito degli astenuti’. Piccola premessa, ho sempre votato e l’ho fatto sempre con convinzione. Credo di aver perso qualche occasione per questioni logistiche indipendenti dalla mia volontà e quando è successo ho sofferto, perché ho sempre ‘ retoricamente’ considerato il voto come espressione fondamentale della democrazia. Ho sempre creduto che la mia crocetta facesse la differenza, anche tra milioni di altri voti. La mia voce era lì e si era fatta sentire.  Prima di questa tornata studiavo i programmi, cercano notizie sui candidati, facevo confronti e paragoni. Volevo che il mio fosse un voto consapevole. Doveva essere così, altrimenti che valore avrebbe avuto?
A questo giro invece mi è mancata la spinta. Avrei votato per Fava, nella mia testa era già tutto deciso. Claudio Fava, chi altri?
Lo seguo da anni, non soltanto come politico, e penso che non abbia mai ricevuto l’attenzione che merita che non sia mai stato abbastanza valorizzato. Questa è l’occasione che aspettavo. Poi, a pochissimi giorni dal voto, salta tutto. Fava, o chi per lui, non ha cambiato le residenza nei termini previsti dalla legge. Cosa?? L’aspirante presidente alla regione mette a repentaglio tutto per una cosa che richiede 15 minuti? Nessuno di quelli che lavora con lui ha verificato una scadenza così importante? Non è tollerabile. Non per me! Non è tollerabile e non è giustificabile e mi fa chiedere ‘ ma a chi stavo per dare il mio voto?’.
Non mi sono piaciute neanche le reazioni successive alla notizia: complotti, cavilli, interpretazioni sbagliate della legge, trappolone. Ma de che?? La verità è che anche partiti come SEL partecipano a queste competizioni elettorali perché devono, non ci mettono alcuna attenzione. Parte il carrozzone della campagna elettorale e allora via, si va. Tanto che in meno di 24 ore Fava è stato sostituito dalla Marano come se nulla fosse al grido di ‘Conta il progetto, non la persona’.
Se davvero fosse così perché non hanno candidato la Marano da subito? L’hanno pescata dal mucchio e ne hanno epicamente raccontato le gesta nella speranza che nel giro di venti giorni diventasse la paladina della sinistra al voto. Io non ci sto! Mi sono stancata di votare per ‘ tradizione’. Il mio voto ve lo dovete conquistare con i fatti, con le certezze e non con quattro slogan appiccicati dagli esperti della comunicazione. Talmente tanto esperti che da destra a sinistra gli appelli al voto dell’ultima ora erano tutti uguali ‘Andate a votare, non fate che siano gli altri a decidere per voi, facciamo la rivoluzione’. Tutti, da destra a sinistra, hanno invocato la rivoluzione. Poi leggi i nomi dei candidati e vedi che i più rivoluzionari sono quelli che sono in Regione da 15 anni. Come posso accettare una cosa del genere e andare a votare? Questa è la Pop Art della politica! Il mio diritto è stato svuotato di qualunque tipo di significato; è stato svuotato dall’occupazione quasi militare dei partiti, dai giochetti di strategia, dalle spartizioni del bottino già preventivate e travestite da teorie di altissima filosofia politica. Dopo queste dimostrazioni di manifesta incapacità io il mio voto non lo regalo a nessuno. E capisco anche quelli che alla fine hanno deciso di votare il Movimento 5 Stelle.
Saranno pure populisti e senza esperienza ma se non altro non sono ancora dei mestieranti che della politica hanno fatto il loro giochino personale!
E adesso chiamatemi qualunquista!

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