Chiefteli, il documentario sui Fratelli Mancuso

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La storia dei Fratelli Mancuso è una storia epica ed è per questo che Dario Guarneri, regista del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha deciso di dedicare loro la sua opera prima. Nati a Sutera, piccolo paese dell’entroterra siculo soggetto ad un impietoso decremento demografico, Enzo e Lorenzo Mancuso seguono la scia dei compaesani e volano verso l’Inghilterra a caccia di una possibilità.
Negli anni ’70 si stabiliscono a Londra, lavorano in fabbrica ma non perdono di vista il loro vero motore: la musica.
Metalmeccanici di giorno, polistrumentisti la notte, rielaborano da autodidatti i suoni che, da sempre, fanno parte della loro vita. E’ uno scavare continuo tra i ricordi e i personaggi che avevano popolato l’infanzia vissuta a Sutera; quelli che riemergono sono suoni antichi che i Fratelli Mancuso stravolgono e trasformano fino a creare una voce originale.
All’inizio degli anni ’80 i Mancuso prendono la decisione che cambierà in modo radicale la loro vita; consapevoli che Londra non sarà mai quello che cercano davvero decidono di tornare in Italia e di seguire la loro vocazione. Si stabiliscono in Umbria e si dedicano totalmente al progetto musicale che, paradossalmente, spiccherà il volo grazie alle numerose esibizioni tenute all’estero.

Lo “Chiefteli” è uno strumento di origini albanesi la cui caratteristica è quella di avere soltanto due corde e, non a caso, Chiefteli è il titolo che Dario Guarneri ha dato al documentario che domenica 13 Ottobre è stato proiettato al Teatro Atlante di Palermo. Quello che emerge dalla narrazione e dalle immagini, infatti, è che Enzo e Lorenzo siano un solo strumento, che vivano in modo totalizzante il loro rapporto privato ma anche, soprattutto, quello musicale. Le loro voci costruiscono armonie uniche, si integrano perfettamente. I loro corpi sono casse di risonanza che raccontano storie con umori indossolubilmente intrecciati.
Così come indissolubile è il legame con la loro terra di origine.
Guarneri li riprende nella loro vecchia abitazione, li segue per le strade vuote e in rovina di Sutera, li osserva mentre con lo sguardo abbracciano quel panorama immobile che li segue dappertutto nel mondo.
Sullo schermo ci sono loro e la musica che sembra riecheggiare attraverso il vuoto infinito di un entroterra siculo che il regista ha scelto di rappresentare, in modo del tutto originale, non con i colori incandescenti di un sole impietoso ma con quelli tenui del tramonto e del blu filtrato dalle nubi.

Nel 2013 i Fratelli Mancuso hanno vinto il premio Soundtrack Stars per la migliore colonna sonora realizzata per il film “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante in concorso al Festival di Venezia.

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