Vite parallele


Forse esiste una realtà parallela, quella in cui tutte le nostre speranze non vengono tradite. Un posto in cui, a dispetto della realtà, realizziamo tutto ciò che da ragazzi avevamo creduto di poter fare. Io ogni tanto penso a lei, l’altra, a quella ragazzina spettinata e attenta ad ogni sguardo che credeva che un giorno avrebbe fatto grandi cose, magari lontano da qui. Nell’immagine che ogni tanto affiora lei si trova in un’aula scolastica, circondata da altri ragazzini sorridenti e impegnati in un gioioso clamore di vita. Lei guarda timida e impacciata come sempre, gioisce con gli altri ma non vuole darlo a vedere. Ha gli occhi sorridenti e incantati. La sua felicità è vedere gli altri travolti dalla vita, le basta davvero poco per sentirsi come loro.
Da quell’aula né lei né gli altri ragazzi usciranno mai ma continueranno comunque a percorrere la loro strada, senza che il corpo li tradisca inaspettatamente. Senza che nessuno di loro debba dover pensare ‘E’ troppo presto’.
Soltanto una realtà angusta come quella umana può costringere la nostra immaginazione.
Il nostro pensiero è più vivo del nostro corpo e più forte del nostro futuro. Da qualche parte noi ci siamo ancora, siamo ancora tutti in quell’aula, a raccontarci di come saremo, di quanto bella e incredibile sarà la nostra vita.
Sorridiamo sereni al nostro compagno di banco che è anche il nostro miglior amico, il nostro confidente, la nostra famiglia; lui è quello che ci incoraggia con lo sguardo quando il nostro nome viene pronunciato ad alta voce, quello di cui non si ha vergogna di nulla, neanche dei sentimenti altalenanti. Lui è come noi.
Ciò che succede fuori, nella vita reale, non ci riguarda. Nella nostra vita parallela non può accaderci niente di brutto perché abbiamo ancora tanto da fare.

A Michi

 

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Ricordiamoci dell’infanzia, la nuova iniziativa di Save the Children


Aderisco con molto piacere all’iniziativa Ricordiamoci dell’infanzia lanciata il 15 Maggio da Save the Children; avevo già visto in giro la campagna stampa ma anche quella web ufficiale e non posso che dare il mio contributo anche da qui, dal mio blog. La campagna Ricordiamoci dell’infanzia si pone un obbiettivo molto semplice, quello di dare visibilità ai bambini italiani; a tutti quei bambini che oggi sono a rischio povertà o sono già poveri (le statistiche ci dicono che, in Italia, nel 2010 1 bambino su 4 viveva in povertà relativa) e che sul domani hanno un enorme punto di domanda. Per dare qualche certezza Save the Children chiede al Governo di mettere a punto atti concreti a protezione di chi un giorno dovrà tenere le redini del Paese. Io mi ricordo di quando ero bambina, eravamo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, era un’Italia diversa e sia io che i miei coetani avevamo già più o meno chiara l’idea di come sarebbe stato il nostro futuro. Avremmo finito le scuole, ci saremmo iscritti all’Università, avremmo sicuramente trovato il lavoro giusto per noi. Questo immaginavamo ma così non è andata. Adesso però, preso atto che le nostre aspettative non sono state rispettate è importante prendersi cura delle generazioni future. La campagna Ricordiamoci dell’infanzia fa appello al Premier Monti, ma anche al Ministro Fornero, e non soltanto, e li coinvolge direttamente facendoli entrare in un gioco di specchi che li mette davanti a loro stessi bambini. (Vedi l’immagine in cima al post ma anche lo spot, campione di visualizzazioni, che trovate dopo il salto)… (altro…)

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Il Comune di Palermo sui social network…non è mai troppo tardi!

Come esperta e appassionata di web e social media non posso non gioire per gli enormi passi avanti fatti, in poco più di una settimana, dall’amministrazione del Comune di Palermo per quanto riguarda la comunicazione online. E’ vero, il sito del Comune è ancora quello di una vita fa, realizzato con Frontpage ma con un budget sicuramente ricco, che spero venga presto modificato. Stiamo parlando di un sito che va contro ogni principio di navigabilità e usabilità da parte dell’utente. Una schermata con decine di link che rimandano a sottopagine, a pdf e a non si sa che cosa; e se cerchi un’informazione è meglio provare altrove perchè lì in mezzo, di sicuro, non la trovi. Vi posto l’HP in modo che possiate farvene subito un’idea.

Da oggi, per fortuna, il Comune di Palermo arriva su Facebook con una pagina dedicata, la trovate cliccando qui. In attesa che lo sciagurato sito istituzionale venga messo in pensione sarà più facile rintracciare le info di cui abbiamo bisogno. Sarà anche più semplice monitorare le attività del Comune e interagire con il Sindaco e la Giunta. Piccolo consiglio a chi amministrerà la pagina: siate sempre sul pezzo, non cancellate i post scomodi, non consideratela una semplice attività da Ufficio Stampa. I palermitani vogliono interagire, pretendono risposte e amano la trasparenza.
Il Comune ha attivato anche un account su Twitter che trovate cliccando qui. Piccolo consiglio anche in questo caso: fate molta attenzione a quello che postate, gli utenti di Twitter sono molto attenti e molto molto critici.
Insomma Palermo, benvenuta nel futuro! :)

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Palermo ha bisogno di bellezza

E’ passata una settimana dal ballottaggio che ha restituito a Leoluca Orlando l’incarico di Sindaco di Palermo. La sue elezione è avvenuta alla vigilia di importantissimi appuntamenti istituzionali che da troppi anni non vedevano in prima linea un rappresentante motivato della città. Negli ultimi sette giorni Orlando era presente alle celebrazioni del ventennale dalla strage di Capaci, ha invitato i palermitani alla Partita del Cuore, ha partecipato ai più importanti programmi di approfondimento a livello nazionale. In questa settimana Palermo c’è stata. E soltanto il fatto di ‘esserci’ tira fuori la città da sotto quel tappeto pesante in cui hanno cercato negli ultimi dieci anni di nasconderla.
L’invisibilità ti permette di agire in silenzio, di poter operare nel peggior modo possibile senza che nessuno abbia da ridire. E in silenzio è stata maltrattata le città, in silenzio è stato maltrattato Palazzo delle Aquile. Divanetti sfondati, infiltrazioni nei prezioni soffitti a cassone, fili elettrici volanti. Nessuna cura nella gestione della città, nessuna cura della sua sede più importante. E davanti a questo orrore perpetrato si può rispondere soltanto con la poesia.
Perchè Palermo ha bisogno di tante cose; di cose materiali, senza dubbio, ma anche di poesia. Palermo ha bisogno di piccoli gesti pieni di bellezza. Ed è necessario che questa ‘bellezza’ raggiunga tutti, anche chi non è troppo abituato ad incontrarla.
Ed è stato un attimo di bellezza incontrarsi a Casa Natura, nel cuore del Parco della Favorita, per restituire la libertà ad una poiana che – spiega Giovanni Giardina ,responsabile del Centro recupero LIPU Ficuzza – per diverso tempo è rimasta in cura per un probabile avvelenamento.
Piccola nota personale: La poiana vola per lunghi tratti e poi ritorna alla base, io in questi giorni mi sento un po’ come una poiana. :)
Sono stata via a lungo, ma con la testa non ho mai lasciato Palermo. Sapevo che sarei tornata alla base. E adesso che Palermo trova uno spiraglio d’aria mi sembra che tutti i tasselli siano tornati al loro posto e mi auguro che lì rimangano…
Nel video che segue la poiana spicca il volo.

 

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Festa di Primavera

Domani a Palermo torna ufficialmente la Primavera. Con una grande festa in Piazza Magione, a partire dalle 19.30, la città festeggia la vittoria di Leoluca Orlando. In realtà mi piacerebbe che a partecipare fossero i palermitani e non soltanto quelli che come me hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Orlando. Anche chi ha deciso di non votarlo dovrebbe concedersi la possibilità di partecipare ad un momento di incontro e confronto con quello che sarà il sindaco di tutti per i prossimi cinque anni. Al di là delle posizioni, degli schieramenti e delle idee, la mia sensazione è la campagna elettorale che ha infiammato la città negli ultimi mesi abbia acceso delle nuove energie e ridato carica a quelle che si erano sopite. Nel 2004 avevo lasciato una Palermo in fase di declino e nel 2010 sono tornata alla base trovando la città distrutta e attraversata da una rassegnazione che non dava speranza. Oggi mi pare che qualcosa sia cambiato, che Orlando e Ferrandelli siano riusciti ad attirare intorno a loro, come magneti, delle energie positive. Certo, ci sono stati momenti di tensione e alcuni irrudicibili continuano la loro battaglia personale contro Leoluca Orlando ma a questo punto è a noi che dovremmo pensare. A noi e alla città che per troppo tempo ha navigato in pessime acque e senza meta. Fate pace con il vicino di casa e con il vecchio compagno di partito. Ricordatevi di ciò che eravate fino e ieri e cosa sarebbe bello diventare domani.
Raccogliamo le idee, le energie e convogliamole verso un punto di arrivo comune. Abbiamo cinque anni per trasformare Palermo in una purissima città di sinistra. Approfittiamone!
P.S. Questo non è un appello alla ‘volemmose bene’, è un appello al buon senso e alla necessità urgente di pensare alla collettività. ‘Ora’ o perchè ‘lo sappiamo fare’ adesso non è più importante, l’unica cosa che conta è esserci!

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