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Le dimissioni di Berlusconi, gli italiani e la Sindrome di Stoccolma
Sono ore di stordimento, esattamente come dopo un Capodanno. Ieri sera all’annuncio delle dimissioni di Berlusconi i telefoni di casa hanno iniziato a squillare in contemporanea e con amici e parenti ci siamo fatti gli auguri travolti da un irrazionale senso di euforia e di leggerezza. E’ finita, di nuovo, come nel 2006. Forse stavolta però è finita per sempre perchè Berlusconi è stato costretto alle dimissioni da quelli che vengono chiamati ‘poteri forti’.Qualcuno avrebbe preferito un finale diverso, considerando questo scenario ‘inaspettato’ come un sovvertimento delle regole democratiche e della volontà del popolo. C’è chi dice “Questo governo Monti non è stato eletto da noi, questo governo non è stato scelto dal popolo, non viene dalle urne.” A queste considerazioni, che arrivano da insospettabili sostenitori della ‘sinistra’, mi verrebbe da rispondere che neanche il Governo Berlusconi è stato eletto da noi. Che la tanto vituperata Gelmini non sapevamo neanche che faccia avesse, che la Carfagna la conoscevamo soltanto perchè aveva lavorato con Magalli e che La Russa è quel Ministro che scalcia i giornalisti, sorvoliamo su Bondi e affini. Le regole democratiche sono già sovvertite da tempo, il Parlamento che ci ha rappresentati fino a ieri e che purtroppo continuerà a farlo ancora per un po’ non è composto da personalità scelte da noi, a conti fatti la volontà del popolo è stata messa da parte 18 anni fa, quando è iniziato il bombardamento mediatico dell’azzurra libertà. Io credo che in fondo gli Italiani soffrano della Sindrome di Stoccolma, che siano talmente invischiati nella trama ordita da Berlusconi che non riescano a vedere niente altro che la dinamica attuale: Berlusconismo e antiberlusconismo. Ogni altra soluzione sembra addirittura peggiore, c’è quasi il rimpianto del dittatore perchè ‘chissà adesso, col banchiere, cosa succede’. Potrà mai essere peggio di così? Potrà mai essere peggio di una situazione fuori controllo in cui il Primo Ministro passa più tempo ad occuparsi delle sue cose che di quelle del Paese che è stato ‘democraticamente’ chiamato a condurre? Potrà mai essere peggio di un Paese che senza l’informazione alternativa, quella che arriva dalla Rete sarebbe perduto? Potrà mai essere peggio di un monopolio assoluto che va dalla tv, all’editoria al cinema? Potrà mai essere peggio di un Paese in cui il premier prima di decidere se mollare la sedia o meno controlla in borsa le quotazioni delle sue aziende? Io penso di no, forse dobbiamo soltanto uscire dal tunnel, capire che uno scenario diverso non soltanto è possibile ma è assolutamente necessario. Monti è stato imposto dalla Germania? Dalle banche? Dai poteri forti? Pazienza, Berlusconi non lo abbiamo fermato quando avremmo dovuto e con i metodi che ci piacciono e adesso non rimane che questa soluzione di forza. Pensate che la pagheremo soltanto noi comuni mortali? L’avremmo pagata cmq, la stiamo già pagando con la precarietà, l’incubo delle pensioni, i tagli al sociale, il massacro della scuola e chi più ne ha più ne metta.
E a chi dice che un’altra soluzione c’era ed è la rivoluzione chiedo ‘perchè non l’avete fatta?’
Senza un filo di amarezza…
Qualcuno oggi pensava, sperava, che il Governo cadesse sotto l’ennesima conta sulla fiducia. Io non l’ho creduto possibile neanche per un secondo. Non ci credo più a quelle che continuano a chiamare istituzioni, non credo più alla ‘legge dettata dalla morale’, non credo più che valga la pena di mettersi in gioco per difendere gli altri. Se l’intento di Berlusconi era questo, toglierci qualuque certezza, credo che ci sia riuscito. Da questa situazione non si esce, non se ne può uscire perchè a decidere per noi sono gli ultimi. Quelli che in circostanze normali, nella vita quotidiana, nel rapporto con gli altri non valgono nulla. Non sono burattini, come qualcuno dice, non sono venduti. E’ diverso, loro si sono messi sul mercato volontariamente. Loro sono lo strumento consapevole di un piano ben preciso. Non sono corrotti, non c’è corruzione quando qualcuno si impone una posizione soltanto per aver maggior potere nella contrattazione. Succede in politica, succede negli uffici, succede sui tavoli da gioco. Si bluffa, con la speranza di raggranellare qualche spicciolo in più.
Correttezza, lealtà, bene comune, sono soltanto vecchie storie che forse nessuno nella storia dell’umanità ha mai particolarmente amato. E se qualcuno invece lo ha fatto, è stato soltanto un povero idiota.
Se parliamo di incubi Freddy Krueger è un dilettante…
Una rabbia incontrollata mi prende quando scopro che mio padre, senza aver consultato nessuno, ha deciso di barattare la nostra casa in campagna con una villetta piccola, insignificante e senza ricordi.
Come si possono buttare al vento trent’anni di vita per una soluzione di ripiego? Forse sarà una casa più ricca di dettagli ma sicuramente scomoda ed estranea per tutti. Lui non vuole sentire ragioni, la decisione è presa e non c’è altro da fare. La villetta distribuita su tre piani sarà la nostra nuova meta per le vacanze. Decido di provarci, allora le dedico maggiore attenzione. Scopro che quella casa in fondo potrebbe piacermi. E’ vero, ci sono, molte, troppe scale. Però è anche vero che le pareti e i pavimenti sono coperti di legno e questo rende la casa molto calda, ci sono un paio di camini e tanti piccoli gioiellini d’epoca. Piccole radio in radica, lampade anni ’40 e molti altri dettagli con cui io stessa l’avrei arredata. E poi le vetrate. Ogni parete è per metà di vetro trasparente, tutte le aperture danno sul mare. Siamo circondati d’acqua. E anche oggi che la giornata sembra non essere delle migliori il panorama è uno spettacolo di colori. Ci accorgiamo, io e i miei fratelli, che a sinistra della casa un torrente è straripato per la pioggia. Dalla montagna che si erge alle spalle della villetta viene giù un vero e proprio fiume. Sentiamo il rumore sempre più forte dell’acqua che corre verso il mare. ‘Non sarà pericoloso?’ chiedo. Loro non rispondono, io penso che in effetti tra noi e il fiume appena nato ci sono diversi metri. Non potrà mai arrivare fino a noi. Continuo a godermi la vista, il mare in burrasca e le nubi nere e minacciose. La pioggia si fa sentire bussando alle ampie vetrate. Dico a mio padre ‘Papà allontanati un po’ dalle finestre, mi sembra che stia iniziando a piovere più…’ non faccio in tempo a finire la frase che vedo passare sotto le nostre finestre i tetti delle case vicine. E’ nato un altro fiume. Adesso noi siamo al centro e adesso noi siamo davvero in pericolo. Cerco i miei fratelli con lo sguardo, sono ancora all’altra estremità della stanza, a contemplare quel fiume appena nato che ci sembrava innocuo. Mio padre è ancora vicino alla finestra che guarda alla montagna. Ed è dalla cima della montagna che inizia ad arrivare pioggia mischiata a fango, le vetrate si sporcano. Urlo a mio padre di allontanarsi da lì, invito tutti a salire velocemente all’ultimo piano. Imbocco la ripida scalinata di legno, non so se gli altri sono dietro di me, non so se mi stanno seguendo o se sono rimasti lì, troppo spaventati dal vedere il mare e la montagna che si incontrano con una inclinazione innaturale. Arrivo in cima alla scala, lì c’è il mio gatto che mi porge la testina per farsi accarezzare. Questo suo gesto così quotidiano mi tranquillizza, nonostante il rombo e la furia crescano. Non ho ancora visto V., so che è in casa ma non ci siamo ancora incontrati. Arrivo sul ballatoio e mi giro, dietro di me c’è un muro d’acqua altissimo che si avvicina ad una velocità impressionante ma a me sembra che vada a rallentatore. Non sarà di certo una sottile lastra di vetro a fermarla. Davanti a me invece c’è V., in piedi, di spalle e per nulla spaventato. Faccio un balzo in avanti, lo prendo per un braccio e gli dico ‘V., guarda…addio’. La casa trema, il pavimento trema, tutto trema ma io adesso sono serena. Fine della storia.
Auguri Nanio!
C’è una persona che riesce a tirar fuori il meglio di me, che mi aiuta a riscoprire cosa significhi vivere con lentezza, fermarsi, cercare una soluzione, cercare una spiegazione ad ogni cosa.
Questa persona mi restituisce l’arte della pazienza, mi regala una diversa visione delle cose; mi ha aiutato a capire quali debbano essere le vere priorità tra tutti i nostri affanni quotidiani.
La gioia di stare con lui anche soltanto per pochi giorni all’anno supera le distanze innaturali che ci separano.
Sono tre anni oggi che la mia vita è più ricca e più bella!
Buon compleanno Renatino! Con amore, la tua Zizì!
Il cuore è uno Zingaro
Niente riesce meglio delle cose improvvisate, così ieri pomeriggio visto che il mare era in tempesta abbiamo deciso di fare un salto allo Zingaro. Erano quasi le sei del pomeriggio e mentre i turisti guadagnavano l’uscita noi risalivamo la corrente entrando a pochissime ore dalla chiusura serale della Riserva. Avevamo giusto il tempo di arrivare alla Capreria, la prima delle magiche calette che si incontrano sul sentiero.
La foto che vedete è stata scattata poco prima di arrivare alla meta, appena fuori dalla costruzione di pietre e tegole che ospita il piccolo Museo Naturalistico dello Zingaro.
Non ci sono molte parole da aggiungere ma sono sicura che se vi fermaste un attimo a fissare l’immagine potreste sentire il rumore del mare che incontra la costa e del vento di tramontana che spinge le nuvole un po’ più in là…








