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Farrah Fawcett, Michael Jackson, Rick Astley(?!)
Brutta settimana per noi cresciuti negli anni ’80! Mentre ancora si celebrava Farrah Fawcett e la sua mitologica capigliatura, arriva improvvisa la morte di Michael Jackson. In questi giorni abbiamo scoperto dei particolari raccapriccianti. Mentre infatti, il mondo attende il risultato dell’autopsia (una della tante a cui Jacko è stato sottoposto), emergono dettagli che di sicuro contribuiranno ad accrescere quell’alone di mistero che già circonda questa morte pop. Jackson non mangiava, Jackon aveva pochi capelli e grigi. Jackson aveva un sacco di malattie strane ma, come spesso accade in queste circostanze, lo stavano spremendo come un limone, almeno per pareggiare i conti.
Oggi un nuovo brivido, qualcuno sul web lancia la notizia. Anche Rick Astley è morto! In realtà era soltanto una bufala!
Ma può il cuore di una ultratrentenne resistere a queste continue sollecitazioni? Io dico di no!
Il fascino delle divise
Milano – Leggo delle nuove ronde di vigilantes che ci ‘proteggeranno’ in metropolitana. Sono composte anche da stranieri che, a chi domanda, rispondono ‘Siamo qui perchè se i cittadini vedono degli stranieri non si sentono sicuri’…
Qualcosa non torna!Tu straniero, Repubblica dice cubano dall’accento cubano, rassicuri i milanesi difendendoli dalla sola inquietante, pericolosa, presenza degli stranieri come te.
Quindi esistono stranieri più stranieri di altri? Chi lo stabilisce? Cioè se sei straniera e sei vestita da zingara il tasso di ‘esoticità’ aumenta; se, invece, sei una slavata americana vestita comunque da zingara sei un po’ meno straniera.
Al di là del paradosso questo fiorir di divise a destra e a mane è inquietante.
Che siano ronde padane, che siano ronde nere, che siano vigilantes della metro pare che l’unico modo che si conosca per risolvere le emergenze sociali, vere o presunte che siano, passi dall’autorità. Sono tempi bui!
Piccola nota critica: l’operazione vigilantes costa all’ATM 200.000 euro.
Ogni mattina, da un mese a questa parte, 200.000 persone, me compresa, viaggiano su vagoni roventi. Carrozze nuove e meno nuove che l’aria condizionata non sanno neanche cosa sia.
Forse se fossimo meno fiaccati dalla caldazza gli stranieri ci farebbero meno paura!
Tutto in una notte…
Perchè io, mi sembra d’averlo già detto, sono una ragazza sensibile e anche schiacciare una zanzara contro al muro fa di me un’assassina seriale.
Era il 2000 quando per un caso fortuito ho ascoltato,per la prima volta, un brano di Moltheni.
Era Martedì scorso, a quasi dieci anni da quel primo incontro, quando finalmente ho potuto seguire dal vivo uno dei suoi concerti.
Al di là della particolarità musicale, Moltheni ha il dono. Ma non un dono qualsiasi, ha il dono particolare di saper intrecciare le parole non soltanto tra di loro ma anche a delle immagini. Ascoltare la sua musica è guardare un film, entrare in un immaginario che forse non esiste ma che cambieresti volentieri con tutto ciò che ti circonda. Non è facile, non è facile per niente. Però lui ci riesce. E quando parte il giro di chitarra di Corallo cosa puoi fare? Niente. Aspettare che il cuore recuperi il giusto ritmo, la giusta velocità.
Cercare di rendere regolare il respiro mentre un vento rovente ti scompiglia sottopelle.
Per capire di cosa sto parlando andate al 4.20 di questo video e arrivate fino in fondo!
Gioacchino Bonsignore in ‘Non penserai mica che lo diciamo’ – Come svilire una nobile professione..
Mi ricordo che da bambina, dopo una fase in cui mi vedevo a spolverare ossa in Turchia avevo stabilito che da grande avrei fatto la giornalista. Aurelia, la mia maestra partigiana, ci raccontava di questa importante professione e più raccontava di quanto fosse importante e di responsabilità il ruolo del giornalista più io mi proiettavo nella redazione fumosa di un quotidiano. Erano gli anni in cui, a Palermo, ‘i buoni’ soprattutto cadevano come mosche e Aurelia ci ripeteva sempre: ‘E’ dovere di un giornalista raccontare come vanno le cose, la gente deve sapere! Tutti devo avere la possibilità di avere un’opinione critica e indipendente sulle cose che accadono’..Sono passati quasi 30 anni ma quelle parole continuo a ricordarle benissimo perchè l’idea di andare in giro per la Sicilia a raccogliere storie da raccontare alla gente m’è frullata per la testa per un po’ di anni. Imparzialità, obiettività, verità erano le parole che associavo al giornalismo.
Ieri, poi, mi imbatto nel video di Gioacchino Bonsignore e nel suo ‘Non penserai mica che lo diciamo‘ e con immenso stupore non mi sono neanche scandalizzata come altri hanno fatto.
Considerato il periodo, considerato chi ci governa, di cosa ci si può stupisce ancora?
Lo so che è sempre meglio mantenere una soglia minima di candore ma credo ormai d’averne viste abbastanza per riuscire a provare anche soltanto un briciolo di sofferenza nel vedere una professione così nobile negli intenti che viene ridotta ad uno svilente atto di compravendita intellettuale.
Bonsignore ha azzerato il cervello, come tanti altri.
Io non mi stupisco ma resto sveglia e con gli occhi ben aperti.
E adesso…Signori e Signore ecco a voi ‘Non penserai mica che lo diciamo’ canta Gioacchino Bonsignore, dirige l’orchestra il TG5…
La Santanchè fa l’intervista con Libero e tenta di diventare la nuova First Lady!
Ammazza oh! La Santanchè ha dimostrato ancora una volta quanta ipocrisia nasconda la sua faccetta plastificata. Questa qui che va in giro per salotti tv a raccontare di quanto le donne di oggi siano fondamentali per la società e blablablablabla oggi cerca di sputtanare Veronica Lario giusto per ricevere il plauso del premier che invece questa volta sembra non aver gradito…e lo fa rilasciando a Libero, il giornale che aveva messo in prima pagina Veronica Lario nuda, una bella intervista denigrante.Veronica Lario, l’indefele, avrebbe un compagno. Veronica Lario avrebbe tradito le aspettative del premier che per amore dei figli e dei nipotini ha cercato in tutti i modi di salvare un matrimonio in rotta da tempo.
Ma cerchiamo di ricostruire questa lunga storia d’amore giunta, ormai, al termine:
- 1980 – Veronica Lario incontra Silvio Berlusconi
- 1984 – Nasce la loro primogenita, Barbara Berlusconi
- 1985 – Veronica Lario e Silvio Berlusconi convivono
- 1986 – Nasce Eleonora Berlusconi, la loro seconda figlia
- 1987 – Quell’anno, per il Premier, non iniziò nel migliore dei modi…
Ecco perchè:
Berlusconi Iniziamo male l’anno!
Dell’Utri Perché male?
Berlusconi Perché dovevano venire due [ragazze] di “Drive In” che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell’Utri Ah! Ma che te ne frega di “Drive In”?
Berlusconi Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!
Dell’Utri Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi Senti, dice Fedele [Confalonieri] che devi sacrificarti [..]. Devi venire qui!
Dell’Utri No, figurati!
Berlusconi Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! [...] Grazie, ciao Marcellino!
Dell’Utri Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
Berlusconi Anche a te e tua moglie, ciao!
(intercettazione del 31 Dicembre 1986)
Dunque, mentre Veronica allattava e, nel frattempo, masticava amaramente lenticchie e cotechino l’arzillo imprenditore tv organizzava una festa alternativa a quella da passare in famiglia.
E’ difficile essere solidali con Veronica Lario perchè il pensiero che abbia sopportato tanto, anche di mettere i figli sugli opuscoli destinati alle famiglie italiane a fini prettamente elettorali, solo per non rinunciare ad una vita più che comoda non me la rende particolarmente simpatica.
Ma la Santanchè la giustifico ancora meno, anzi non la giustifico proprio!
Il massimo a cui può aspirare è una poltroncina da Bruno Vespa! A meno che non stia tentando il colpaccio…anche tu, Daniela, stai cercando forse di candidarti al ruolo di nuova First Lady?
Se lo fai…. Occhio a Federonica!



