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Ma tu guarda…..

State per leggere un post anzi no stop, state per leggere uno spot…una recensione, una marketta, insomma vi venderò un sogno. Siete liberi di farne ciò che volete.
Provengo da una famiglia di occhialuti, si insomma siamo tutti dei quattrocchi, la zia Teresa salutava i quadri e parlava con i vasi. Non c’era verso di regalarle qualche decimo di grado in più. E questa eredità l’ha sapientemente distribuita a tutti noi nipoti; siamo miopici, astigmatici, ipermetropi…insomma non c’è difetto visivo che non sia stato sperimentato. La zia Teresa non ha mai potuto sperimentare le lenti a contatto, andava in giro con spesse lenti di vetro e montature mortificanti per qualunque donna. Io la ricordo così, con i capelli freschi di bigodino e occhiali dalla montatura tonda e in fondo due spilli al posto delle pupille. Noi siamo stati fortunati, noi possiamo utilizzare le lenti a contatto, montature alla moda, occhiali da sole graduati, possiamo nascondere il nostro difetto come se non l’avessimo mai avuto e se oltre al difetto visivo ci affligge anche una pigrizia debilitante possiamo trovare ciò che ci serve su internet.
Per esempio se andiamo su 
$ 8 Zenni Optical Rx Eyeglasses che vende occhiali online, possiamo comprare una quantità enorme di montature, lenti fotocromatiche, occhiali da sole con lenti colorate, lenti bifocali e progressive; insomma tutto ciò che ci serve e pure a prezzi bassissimi grazie al fatto che le montature di Zenni vengono vendute direttamente al cliente senza mediazioni e nessun costo per la pubblicità. Essere miopi nel 2008 è quasi una fortuna!  Cara zia Teresa se soltanto tu ci potessi vedere!


Fateci un salto!

http://www.ZenniOptical.com Oh yeahhh!!

Cose da fare oggi…

Ore 8:00 – Recarsi in Via Larga per fare il cambio di residenza

Ore 9:00 – Recarsi al Fatebenefratelli per una trasfusione completa; richiedere espressamente puro sangue lombardo

Ore 10:00 Prendere la tessera della Lega Nord


N.B. Ricordarsi di resettare tutta la memoria degli anni trascorsi in Sicilia; usare programma avanzato, trent’anni di storia sono difficili da cancellare!

L’avevo detto io….

Già da tempo la Toffanin è la mia maestra di vita. Stage a Nonsolomoda e poi dritta a condurre un programma di punta. Oggi anche il famoso suocero me ne conferma la validità del pensiero e dell’azione.
Peccato non essere arrivata prima di lei a PierSilvio…resta ancora PierLuigi ma è un pò troppo pischello per me…PierMarina e PierBarbara sono impegnate e cmq credo che una relazione omo non sarebbe ben accetta in famiglia. Chi mi rimane? Il capostipite? Allora datemi una rivoltella…..

In piccionaia

lampascalaCon il vestito della festa e la macchina fotografica nella borsetta faccio il mio ingresso al Teatro Alla Scala! No, non sono diventata ricca e non ho risolto i miei problemi di precarietà, ho semplicemente approfittato di un’occasione unica per mettere piede all’interno del Teatro fra i teatri. Con gli altri ci siamo dati appuntamento davanti all’ingresso principale, infreddoliti ed eccitati fingiamo di essere dei baùscia preoccupati per l’appiattimento intellettuale e culturale della città….Milano non è più come una volta…pvopvio no!
Siamo un pò Conte Max e un pò Fantozzi a casa Serbelloni MazzantiVienDalMare. Cerchiamo così di sentirci meno inadeguati. Che poi inadeguati cosa? Siamo forse meno di Valeria Marini e Marta Marzotto?
Il foyer è illuminato a festa, lampadari e stucchi risplendono di un’abbagliante luce bianca, la intravedo dalle porte di legno stuccate d’oro che ogni tanto si aprono lasciando trapelare respiri e voci. Mi avvicino e mostro il biglietto alla maschera che, gentile, mi dice che il mio ingresso non è dalla porta principale, non è dalla
sala tutta stucchi e risate cristalline, ma sul retro.E’ ovvio non abbiamo dei posti in prima fila, ma perchè questa mortificante discriminazione?
Per trovare il nostro ingresso siamo costretti ad uscire di nuovo nel freddo buio della notte milanese e a girare l’angolo . Non ha stucchi e non ha porte, è proprio un triste accesso di terza classe e ci sono pure le bacheche con i contatori della luce ben in vista. E poi le scale, 5 o 7 piani non lo so. Perdo il conto mentre mando giù un gradino dopo l’altro. Dove ci stanno mandando? Sul tetto a rimirar le stelle?
Arriviamo in fondo, ultimo piano, le scale si interrompono, siamo alla Galleria Nera.galleria
Tocco il cielo con un dito e non è un modo di dire. Io e il lampadario centrale ci guardiamo dritti negli occhi.
La Galleria Nera è composta da due file di seggiolini in velluto amaranto,sono talmente piccoli e vicini che il contatto fisico con chi ti siede accanto è quasi inevitabile, così come è inevitabile che le tue ginocchia tocchino la poltroncina della fila davanti. Certo è un bel colpo d’occhio, vedi tutto il teatro dall’alto, vedi i palchetti, vedi Formigoni seduto comodamente nel mega palco imperiale, vedi gli appassionati che battono il tempo. Dalla Galleria Nera vedi tutto tranne che il palco. Già, non ho visto nulla di quello che accadeva in scena, ok era un concerto e non era importante vedere, bastava sentire. Anzi  mentre andava la musica di Bartòk sono anche riuscita a viaggiare di fantasia, a sentirmi come in un romanzo di Tolstoj e quasi riappacificata col mondo. tettoscalaNon ho visto neanche il violista che a metà concerto è svenuto, cadendo rovinosamente tra musicisti e strumenti. E che vergogna all’intervallo farsi scattare le foto come se fossimo in gita! Poveri ma terroni!
Come ha detto uno dei nostri,  non ci siamo fatti mancare nulla,  e ce lo ricorderemo a lungo perchè sarà molto ma molto dura che Alla Scala si possa ritornare, anche soltanto per sentire.

 

 

 


Pensieri molto cattivi

Scrivo di getto, d’istinto, per sfogo. Scrivo dopo aver visto che a firmare contratti sicuri sono soltanto quelli delle categorie protette. Scrivo dopo aver capito che se sei professionalmente e fisicamente integro ti ritrovi per la strada. Scrivo dopo aver pensato che se io o lui avessimo un handicap di qualsiasi natura potremmo avere una casa e forse dei figli. E non è un bel pensiero. Anzi, è un pensiero cattivo, cattivissimo! Ma siamo stanchi di vivere nel limbo, di darci da fare che tanto non serve a niente.
Siamo studi di dover chiedere aiuto ai nostri genitori che invece di fare i nonni sono costretti a passarci ancora la paghetta mensile per farci arrivare a fine mese. Loro non lo capiscono, loro che hanno comprato case, che hanno messo su famiglie cariche di figli, che hanno viaggiato, che sono riusciti a programmarsi il futuro. Loro forse non lo capiscono, però cercano di essere presenti, non tutti allo stesso modo, è chiaro, ma ci provano. Mentre noi siamo costretti a vivere da eterni adolescenti, impossibilitati a prendere decisioni autonome, che ancora nel "mezzo del cammin di nostra vita" dobbiamo chiedere a papà di fare da garante pure per comprare un tostapane. Mentre cerchiamo di rimanere a galla ci viene il pensiero che forse questa non è vita.

E a tutto questo si aggiunge il dramma del pane milanese, non ci si può sfogare manco con un cartoccio.
Di seguito una piccola dimostrazione pratica:


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