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Facciamo i progressisti con gli extraterresti, eh? Bella forza!

Padre Josè Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, dice che è possibile credere agli alieni senza che la fede venga messa in discussione; dice anche che gli omini verdi potrebbero vivere nel Signore ed essere considerati dei fratelli. Noi che ne sappiamo?
Chissà, magari nel 2250 gli extraterrestri faranno la comunione mentre i divorziati e i gay cattolici aspetteranno ancora sul sagrato!
Ma gli alieni avranno la 194?!
Titti e Vittorio
Deve essere andata proprio come nelle imitazioni della Cortellesi, lei con voce e piglio da maestrina avrà convocato il suo allievo più discolo per punirlo e rimproverarlo. Già, me lo immagino così lo scontro finale tra Letizia Moratti e Vittorio Sgarbi. Che ci fosse tensione tra i due era chiaro da tempo ma che il sindaco di Milano decida su due piedi di far fuori il suo assessore alla Cultura mi sembra eccessivo. Soprattutto se andiamo a cercare delle motivazioni valide. Pare che la Moratti si sia infastidita per le esternazioni, pesanti, di Sgarbi ad Anno Zero. Chè forse lei non conosce la vena di follia del più televisivo dei critici d’arte? O forse pretendeva una conversione? Che Sgarbi non si fosse pentito della sua anima folle la Moratti lo ha sempre saputo e francamente se dietro a un pizzico di follia si nasconde anche la competenza chi se ne frega della forma? In realtà la Titti se l’era segnata ai tempi di "Vade retro", la mostra scandalo che lei aveva deciso di censurare. Pochi giorni fa poi la notizia che Sgarbi avrebbe fatto approvare una rassegna dedicati agli amori omosessuali con l’inganno; pare che per evitare polemiche e censure preventive dal nome della mostra sia stata tolta la parola ‘omosessuale’ e che l’intera manifestazione sia stata ribattezzata come ‘Liberi amori possibili’. Un trucchetto geniale che avrebbe bypassato l’omofobia del consiglio comunale meneghino ma che ha fatto traboccare il proverbiale vaso.Che dire? E’ proprio in queste occasioni che Milano mostra le sue falle, così riaffiora l’anima provinciale di una città che ancora una volta dimostra di essere ben lontana da quei modelli a cui vorrebbe tanto somigliare. Si può essere internazionali e culturalmente all’avanguardia quando dietro ai governatori di una città ci sono uomini che voglio disegnare i confini della Padania? Si può essere proiettati verso l’esterno quando tutto intorno a noi sembra volersi alzare intorno un muro invalicabile?
Peggio di così…..
Il fisico non ha retto! Troppe emozioni in troppe poche ore! La vittoria di Berlusconi, la vittoria di Lombardo, le mie dimissioni da siciliana, Veltroni che si vuole alleare con l’UDC di Casini e Cuffaro, il senso di colpa per aver fatto fuori Fausto, Calderoli possibile vicepremier….insomma, da giorni il mio corpo si dibatte in preda a febbri deliranti. Mi riprenderò…non so quando ma lo farò….magari giusto in tempo per vedere la scritta Alitalioskij sugli aerei della nostra compagnia di bandiera…per il momento passo e chiudo!
Coccodrillo
Così ce lo vogliamo ricordare, mentre si fa sfumare da una delle sue telecamere, mentre si fa zittire dal suo giornalista di punta indispettito per la tracotante arroganza. Questa sarà l’immagine che ci resterà di lui; un uomo solo, sul fondo di uno studio televisivo, illuminato da un occhio di bue, nell’ultimo patetico tentativo di rimanere visibile. Perchè lui ce l’ha insegnato…se non sei visibile non sei nessuno. Addio Silvio!
Vorrei che ci sei anche tu!
Titolo del post tratto da "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì.Non a caso scelgo questa battuta, tra l’altro una delle migliori del film. Inizio da questo perchè a pronunciarla è la Ferilli nel ruolo di coatta di effimero successo. Con la Ferilli, da cinefila, ho un rapporto molto particolare; l’avevo amata in "La bella vita", sempre di Virzì, e poi ho iniziato a detestarla perchè sceglieva sempre lo stesso ruolo, marciava sul suo accento romano, e ammiccava nel suo ruolo di bonona. Insomma era diventata famosa e tanti saluti alle belle speranze. Con questo film credo che abbia ritrovato un pò quello che era un tempo!
Il film, in generale, mi ha fatto uno strano effetto. Un’altalena di emozioni, per dirla alla Marzullo. Inizi con l’angoscia, poi vieni inglobato nel meccanismo come la protagonista, poi ridi, poi piangi, poi ti angosci di nuovo e ad alla fine piangi di nuovo mentre ridi. Sarà che siamo tutti un pò Marta, che siamo un pò tutti nella sua condizione di laureata a fondo perduto, nella sua condizione di lavoratrice precaria ma guardando lei che manda curricula e non ottiene nulla, che incontra gli ex colleghi e un pò si vergogna, che fa un lavoro sforzandosi di pensare che sia importante, mi sembrava di vedere la storia della mia vita…. Forse il trucco per sopravvivere è quello di rimanere sempre presenti a se stessi, rendersi conto che un lavoro part-time fatto di obbiettivi da raggiungere non è la vita, non sei tu. E’ soltanto una parentesi! E se ti fanno fuori pazienza, l’importante è non perdere di vista ciò che si vuole.



