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Tutto in una notte…

Finisce una settimana assurda che sembra essere durata un mese. Piena di sconvolgimenti emotivi , fisici, morali e chi più ne ha più ne metta.
Perchè io, mi sembra d’averlo già detto, sono una ragazza sensibile e anche schiacciare una zanzara contro al muro fa di me un’assassina seriale.
Era il 2000 quando per un caso fortuito ho ascoltato,per la prima volta, un brano di Moltheni.
Era Martedì scorso, a quasi dieci anni da quel primo incontro, quando finalmente ho potuto seguire dal vivo uno dei suoi concerti.
Al di là della particolarità musicale, Moltheni ha il dono. Ma non un dono qualsiasi, ha il dono particolare di saper intrecciare le parole non soltanto tra di loro ma anche a delle immagini. Ascoltare la sua musica è guardare un film, entrare in un immaginario che forse non esiste ma che cambieresti volentieri con tutto ciò che ti circonda. Non è facile, non è facile per niente. Però lui ci riesce. E quando parte il giro di chitarra di Corallo cosa puoi fare? Niente. Aspettare che il cuore recuperi il giusto ritmo, la giusta velocità.
Cercare di rendere regolare il respiro mentre un vento rovente ti scompiglia sottopelle.

Ieri sera poi, lo scenario cambia completamente e dalle 200 anime del live di Moltheni mi ritrovo catapultata tra i 60.000 dei Depeche Mode a San Siro. Anche questo era un momento atteso a lungo..Facciamo più o meno 20 anni? 20 anni sono una vita! E i Depeche sono lì, compagni fedeli, pronti a suonare per te quando hai bisogno di stare al buio o semplicemente di ascoltare dei suoni che possano avvicinarti a tutto quello che c’è fuori di qui. Sarà un caso che il loro ultimo disco si intitoli Sounds of the Universe? Credo di no e mi sembra anche una definizione perfetta per le loro composizioni. E’ una musica che arriva da lontano e che ti porta in alto. E in alcuni momenti sono soltanto vertigini.
Per capire di cosa sto parlando andate al 4.20 di questo video e arrivate fino in fondo!

 

 

Gioacchino Bonsignore in ‘Non penserai mica che lo diciamo’ – Come svilire una nobile professione..

Quello che più mi sconvolge di questo video è la naturalezza con cui il giornalista del TG5 decide di omettere le informazioni. Questo è uno che tutti i giorni mette la propria faccia non al servizio della notizia ma al servizio di chi gli paga lo stipendio, che immagino non sia proprio da due lire.
Mi ricordo che da bambina, dopo una fase in cui mi vedevo a spolverare ossa in Turchia avevo stabilito che da grande avrei fatto la giornalista. Aurelia, la mia maestra partigiana, ci raccontava di questa importante professione e più raccontava di quanto fosse importante e di responsabilità il ruolo del giornalista più io mi proiettavo nella redazione fumosa di un quotidiano. Erano gli anni in cui, a Palermo, ‘i buoni’ soprattutto cadevano come mosche e Aurelia ci ripeteva sempre: ‘E’ dovere di un giornalista raccontare come vanno le cose, la gente deve sapere! Tutti devo avere la possibilità di avere un’opinione critica e indipendente sulle cose che accadono’..Sono passati quasi 30 anni ma quelle parole continuo a ricordarle benissimo perchè l’idea di andare in giro per la Sicilia a raccogliere storie da raccontare alla gente m’è frullata per la testa per un po’ di anni. Imparzialità, obiettività, verità erano le parole che associavo al giornalismo.
Ieri, poi, mi imbatto nel video di Gioacchino Bonsignore e nel suo ‘Non penserai mica che lo diciamo‘ e con immenso stupore non mi sono neanche scandalizzata come altri hanno fatto.
Considerato il periodo, considerato chi ci governa, di cosa ci si può stupisce ancora?
Lo so che è sempre meglio mantenere una soglia minima di candore ma credo ormai d’averne viste abbastanza per riuscire a provare anche soltanto un briciolo di sofferenza nel vedere una professione così nobile negli intenti che viene ridotta ad uno svilente atto di compravendita intellettuale.
Bonsignore ha azzerato il cervello, come tanti altri.
Io non mi stupisco ma resto sveglia e con gli occhi ben aperti.
E adesso…Signori e Signore ecco a voi ‘Non penserai mica che lo diciamo’ canta Gioacchino Bonsignore, dirige l’orchestra il TG5…

 

 

Lo devo dire!

Arrivano i primi exit poll di queste elezioni europee che avrebbero dovuto dare un segnale.
Per il momento l’unico, deprimente, segnale che mi arriva sono le foto di Noemi Letizia che mezza nuda va a votare con occhialoni scuri, scorta e ressa di fotografi.
Che paese di merda!

La normalità vissuta come eccezione…

Milano, Centro Cardiologico Monzino. Mio padre si trova lì da circa una settimana; oggi ha subito un intervento che probabilmente gli renderà la vita più tranquilla.
Ancora una volta mi tocca fare un confronto tra la sanità lombarda e quella siciliana.
Non lo faccio per presunzione, lo faccio perchè le differenze sono tante e tali che è quasi inevitabile fare un paragone. Non mi soffermerò neanche sugli elementi accessori al ricovero (tipo le tv appese alle pareti di ogni stanza; queste cose non sono utili al benessere di un malato sono, appunto, soltanto accessori).
Voglio, invece, soffermarmi su altre cose che possono rendere un momento generalmente vissuto con ansia almeno un po’ più piacevole e dignitoso.

Durante l’ultimo ricovero ‘palermitano’ mio padre ne ha viste di tutti i colori; dai corridoi dei reparti stracolmi di letti e malati (maschi e femmine, senza alcuna distinzione), al pasto servito ma già iniziato da qualcun altro (praticamente gli hanno consegnato un panino precedentemente sbocconcellato da un altro paziente, per la serie ‘non si butta via niente…’).
Ovviamente a Palermo di menu personalizzati, a seconda delle patologie, non se ne parla neanche.
In genere, il consiglio degli ausiliari è quello, eventualmente, di consumare soltanto mezza porzione di tutto ciò che viene distribuito, in barba a eccessi di colesterolo e zuccheri nel sangue.
Al Centro Cardiologico Monzino ogni paziente ha un menu personalizzato e se, nel frattempo, interviene qualche altro fattore il pasto può essere sostituito in corsa per venire incontro alle esigenze del paziente. Così, questa mattina, ovviamente debilitato dopo l’intervento a mio padre è stato fornito, in alternativa al pasto solido previsto, un pasto liquido.
Nessuno degli inservienti ha sbuffato, nessuno ha consigliato a mia madre di provvedere da sola portando magari qualcosa da casa. Si sono fatti in quattro per trovare una soluzione. Semplicemente.
E mentre Palermo brucia tra la sua monnezza penso che a certe cose difficilmente riuscirò ad abituarmi, sia in un senso che nell’altro.

La Santanchè fa l’intervista con Libero e tenta di diventare la nuova First Lady!

Ammazza oh! La Santanchè ha dimostrato ancora una volta quanta ipocrisia nasconda la sua faccetta plastificata. Questa qui che va in giro per salotti tv a raccontare di quanto le donne di oggi siano fondamentali per la società e blablablablabla oggi cerca di sputtanare Veronica Lario giusto per ricevere il plauso del premier che invece questa volta sembra non aver gradito…e lo fa rilasciando a Libero, il giornale che aveva messo in prima pagina Veronica Lario nuda, una bella intervista denigrante.
Veronica Lario, l’indefele, avrebbe un compagno. Veronica Lario avrebbe tradito le aspettative del premier che per amore dei figli e dei nipotini ha cercato in tutti i modi di salvare un matrimonio in rotta da tempo.
Ma cerchiamo di ricostruire questa lunga storia d’amore giunta, ormai, al termine:

  • 1980 – Veronica Lario incontra Silvio Berlusconi
  • 1984 – Nasce la loro primogenita, Barbara Berlusconi
  • 1985 – Veronica Lario e Silvio Berlusconi convivono
  • 1986 – Nasce Eleonora Berlusconi, la loro seconda figlia
  • 1987 – Quell’anno, per il Premier, non iniziò nel migliore dei modi…

Ecco perchè:
Berlusconi
Iniziamo male l’anno!
Dell’Utri
Perché male?
Berlusconi
Perché dovevano venire due [ragazze] di “Drive In” che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell’Utri
Ah! Ma che te ne frega di “Drive In”?
Berlusconi
Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!
Dell’Utri
Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi
Senti, dice Fedele [Confalonieri] che devi sacrificarti [..]. Devi venire qui!
Dell’Utri
No, figurati!
Berlusconi
Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! [...] Grazie, ciao Marcellino!
Dell’Utri
Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!

Berlusconi
Anche a te e tua moglie, ciao!

(intercettazione del 31 Dicembre 1986
)

Dunque, mentre Veronica allattava e, nel frattempo, masticava amaramente lenticchie e cotechino l’arzillo imprenditore tv organizzava una festa alternativa a quella da passare in famiglia.
E’ difficile essere solidali con Veronica Lario perchè il pensiero che abbia sopportato tanto, anche di mettere i figli sugli opuscoli destinati alle famiglie italiane a fini prettamente elettorali, solo per non rinunciare ad una vita più che comoda non me la rende particolarmente simpatica.

Ma la Santanchè la giustifico ancora meno, anzi non la giustifico proprio!
Il massimo a cui può aspirare è una poltroncina da Bruno Vespa! A meno che non stia tentando il colpaccio…anche tu, Daniela, stai cercando forse di candidarti al ruolo di nuova First Lady?
Se lo fai…. Occhio a Federonica!

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