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Agosto a Milano

La mattina del 1 Agosto, come ogni mattina, corro a prendere la metro e lo scenario che mi si presenta è degno di un film a tema cyberapocalittico. Sono le 8.30 del mattino e i vagoni arrivano alla stazione di Lotto vuoti! Dove sono finiti tutti?? Mi ci vuole un pò a realizzare che è il primo giorno d’Agosto e che è un Venerdì. Quando me ne rendo conto capisco che allora è vero che Milano d’estate si svuota! Non è una leggenda ‘metropolitana’!
Poco male, non credo che sentirò la mancanza dei miei vicini di vagone! Che poi so per certo di avere una particolare capacità di attrazione per gli irrequieti. Sì, perchè tra quelli che prendono la metro al mattino sembra essere diffuso un virus che non gli permette di star fermi anche se stretti e costretti come sardine.
Ci sono quelli che appena trovano posto devono, per forza, prendere qualcosa dalla tasca dei pantaloni, ricerca che implica il più delle volte una gomitata al vicino e molto spesso quel vicino sono io.  Quando invece resto in piedi, c’è sempre qualcuno che ha l’urgenza di consultare uno dei fascicoli che tiene dentro la 24ore. Così la culata è inevitabile perchè la valigetta in genere viene poggiata a terra e tenuta tra le gambe!  Capirai…se non lo leggi adesso tra una frenata e l’altra rischi di essere licenziato!Poi ci sono i lettori, quelli che a braccia tese sfogliano il loro free press e neanche se li ammazzi arretrano di un millimetro!Ormai ho capito ,però, che si tratta soltanto di una tattica per tenersi larghi!
Ma quelli che proprio mi mandano in bestia sono quelli che si affrettano a salire e si fermano sulla porta, costringendo quelli che restano dietro ad ammassarsi in prossimità dell’entrata o addirittura a rimanere sulla banchina!
Vuoi vedere che il mese più bello per vivere a Milano è proprio il tanto vituperato Agosto??

Listen to the Radiohead

Due ore di pelle da pollo. Non d’oca ma proprio di pollo! A fine concerto ho temuto di aver fatto la muta come i serpenti e di essermi scollata di dosso tutto uno strato di epidermide…Thom Yorke ha una voce che fa paura, se non è un angelo di sicuro ha qualche parente da quelle parti lì perchè riesce a toccare  delle corde che uno non sa neanche di avere. Quindi pelle di pollo, lacrima pronta lì lì per sgorgare e un’atmosfera magica.
Forse un tantinello troppo perfetti per essere dal vivo…e poi non mi hanno fatto Karmapolice, e neanche Creep e neanche No Surprise..ed è finito a tradimento quando ancora pensavo mancassero le canzoni di cui sopra e invece…tac s’è riaccesa la luce ed è partita la musica ambient…
Però mi è piaciuto e non poco direi…..Mi ricordo che da giovane ero capace pure di stare otto ore schiacciata contro una transenna…ieri ero in tribuna e mi sembrava di guardare delle formiche ma non ho più l’età per pogare…mi basta doverlo fare ogni mattina in metropolitana!!

Titti e Vittorio

Deve essere andata proprio come nelle imitazioni della Cortellesi, lei con voce e piglio da maestrina avrà convocato il suo allievo più discolo per punirlo e rimproverarlo. Già, me lo immagino così lo scontro finale tra Letizia Moratti e Vittorio Sgarbi. Che ci fosse tensione tra i due era chiaro da tempo ma che il sindaco di Milano decida su due piedi di far fuori il suo assessore alla Cultura mi sembra eccessivo.  Soprattutto se andiamo a  cercare delle motivazioni valide. Pare che la Moratti si sia infastidita per le esternazioni, pesanti, di Sgarbi ad Anno Zero. Chè forse lei non conosce la vena di follia del più televisivo dei critici d’arte? O forse pretendeva una conversione? Che Sgarbi non si fosse pentito della sua anima folle la Moratti lo ha sempre saputo e francamente se dietro a un pizzico di follia si nasconde anche la competenza chi se ne frega della forma? In realtà la Titti se l’era segnata ai tempi di "Vade retro", la mostra scandalo che lei aveva deciso di censurare. Pochi giorni fa poi la notizia che Sgarbi avrebbe fatto approvare una rassegna dedicati agli amori omosessuali con l’inganno; pare che per evitare polemiche e censure preventive dal nome della mostra sia stata tolta la parola ‘omosessuale’ e che l’intera manifestazione sia stata ribattezzata come ‘Liberi amori possibili’. Un trucchetto geniale che avrebbe bypassato l’omofobia del consiglio comunale meneghino ma che ha fatto traboccare il proverbiale vaso.
Che dire? E’ proprio in queste occasioni che Milano mostra le sue falle, così riaffiora l’anima provinciale di una città che ancora una volta dimostra di essere ben lontana da quei modelli a cui vorrebbe tanto somigliare. Si può essere internazionali e culturalmente all’avanguardia quando dietro ai governatori di una città ci sono uomini che voglio disegnare i confini della Padania? Si può essere proiettati verso l’esterno quando tutto intorno a noi sembra volersi alzare intorno un muro invalicabile?

Zibaldone

Vanity Fair ha l’occhio lungo! Già da mesi annovera tra i suoi collaboratori un inedito Sandro Bondi poeta. Voglio omaggiare il nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali pubblicando qui alcune delle sue composizioni


A Leopardi                                                        A una sconosciuta
Oltre l’universo                                                 Seduti uno di fronte all’altra  
Spazi Vuoti                                                       Orbitali incontri celesti
Infiniti silenzi                                                    Stupore dell’eclisse
Angoscia del nulla                                             Silenziose esplosioni sentimentali

                                                                         Occhi che si baciano

A Susanna Tamaro                                         A Alessandra Mussolini
Infiniti vuoti                                                       Amore e Rivoluzione
Vertigine del nulla                                              Coraggio e pietà
Pastura dell’angoscia                                          Ironia e regalità
Cima della vita                                                   Furore e rinuncia
Verità dell’amore                                               Dedizione e voluttà
 
                                                                       Sorriso e conforto            

Siamo o non siamo in ottime mani?

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