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Sulla presunta emancipazione femminile
Nel 1967 Rosetta accetta di sposare Nino senza avergli mai parlato; sa però che è una brava persona, che ha voglia di metter su famiglia e poi è un impiegato statale, le potrà garantire uno stipendio che lei si impegnerà a gestire nel migliore dei modi; questo è l’unico sforzo che le si richiede. Rosetta, Nino, l’ha visto per la prima volta dall’uscio socchiuso di una porta. Dalla stretta fessura, ha appurato che non si trattava di un uomo deforme e ciò le è bastato per decidere di promettergli fedeltà e compagnia per il futuro. L’ha guardato per una ventina di secondi e poi ha detto alla madre "Va bene"; si, Nino andava bene; aveva superato la prova. Adesso erano fidanzati e tra breve avrebbero anche potuto parlarsi, per la prima volta Rosetta avrebbe sentito la voce del suo futuro marito; col tempo avrebbero imparato a volersi bene, tra un figlio e l’altro magari. Oppure quando Nino sarebbe rimasto a casa dal lavoro per quel mal di schiena che ogni tanto lo affliggeva. I matrimoni combinati non sono più di moda, almeno quelli combinati dai genitori. Adesso prima di decidersi a fare il grande passo si fanno tante esperienze, si testano diversi esemplari fino a quando non ci si convince di aver trovato la persona giusta.L’iter sembra essere uguale per tutte. La scuola, l’università, la ricerca di un lavoro gratificante. L’affermazione di sè, prima di tutto. Indipendenza è la parola che ricorre più spesso tra le giovani donne che si affacciano alla vita. Niente più famiglia niente più neonati, niente più corredo da preparare. Oggi le donne prima che mogli e madri vogliono essere entità autonome. Almeno apparentemente. Nel 2007 Virginia ha deciso di mettere da parte le sue ambizioni; ha riposto in un cassetto la laurea e dimenticato che da grande voleva fare l’insegnante. Virginia ha conosciuto Alfonso e adesso non ha più voglia di lavorare; in un mondo di precari Alfonso è una mosca bianca, lui un lavoro sicuro è riuscito a trovarlo, ha pure comprato una nuova auto e presto comprerà una casa. Non ha nulla di speciale, i capelli sono radi ed i sorrisi timidi ed impacciati, però ha tanta voglia di mettere su casa, come Nino tanti anni fa. D’altro canto Virginia correndo dietro alla laurea ha perso tanti anni della sua vita, ha quasi trent’anni e non ha voglia di mettersi in gioco alla ricerca di un compagno. Alfonso le sembra perfetto; la ricopre di regali e di attenzioni, la sera prima di andare a dormire le manda un sms per augurarle la buonanotte. Non c’è niente in lui che non vada; è proprio un bravo ragazzo, come Nino tanti anni fa. Virginia non farà più l’insegnante perchè adesso avrà da gestire lo stipendio sicuro di Alfonso.
Attacco di sfrontatezza!
Cosa fai quando da sempre ammiri qualcuno? In genere, cerchi un modo per raggiungerlo e per comunicargli tutta la tua stima. Così da anni andavo raminga alla ricerca di Paolo Virzì senza, però, ottenere alcun risultato. Non un indirizzo non un numero di telefono, e anche se li avessi ottenuti mai avrei osato turbare il suo genio. Saranno a decine i giovani cinematografari alla sua corte e la mia malefica timidezza non mi avrebbe mai consentito nessun tipo di approccio. Poi, all’improvviso, l’inaspettato. Recupero un indirizzo mail al quale, con il cuore in tumulto, recapito una richiesta di attenzione. Gli racconto brevemente che la mia prima tesi di laurea parlava di lui e che se avesse voluto avrebbe potuto vedere online il video che l’accompagnava. Tachicardia. Subito dopo aver schiacciato il tasto Invio me ne sono pentita: "E se poi non piaccio….se mi dicono che non valgo niente? Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto". Come il buon George McFly di "Ritorno al Futuro", autostima saltami addosso! Meno di 24 ore ricevo una mail. Da Paolo Virzì. Tachicardia con innalzamento pressorio!! L’oggetto della mail è "Grazie". Mentre la apro sono vicina ad un collasso cardiocircolatorio. Non soltanto ha letto la mail, ma ha visto il video e si è pure preoccupato di rispondermi. Ecco Sig. Virzì ho sempre avuto per lei un’ammirazione sconfinata, e sono felice di scoprire che era ben riposta. Io la amo! Anzi, tutta Italia la ama, lei ha riempito un vuoto….e non lo dico certo per piaggeria! Lo giuro!
E se Prodì si innamorasse di Monicà?

Io chiederei le dimissioni….






