Attori

Fabio Chiesa
Gli attori celebrano la vita. Il loro corpo diventa strumento e mezzo per sentimenti, parole, psicologie di uomini che non esistono nella materia ma che rappresentano tutte le possibili varianti dell’essere umano. Gli attori danzano e muovono il loro corpo nello spazio come nessuna persona farebbe mai nella vita reale. Gli attori sono l’essenza dell’uomo che si libera di ogni regola, di ogni canone e di ogni aspettativa. Gli attori per ‘essere’ tutti gli altri uomini sono sempre alla ricerca; devono scavare, devono studiare, devono concentrare in un solo corpo l’energia di mille pulsioni diverse.
Un attore è un corpo dentro cui si agita la voce di infinite anime.
Per questo quando muore un attore resta soltanto un attonito silenzio.
Questo post è dedicato a Fabio Chiesa e alla sua capacità di rompere il silenzio.




Grazie Simona, ciao Fabio.
… c’è un’anima dell’attore che si deride, si fa beffe di sé, cercando nel gioco di superarsi, di ritrovare la memoria, la voce… ci sono attori che solo nella fragilità della propria delicata beffa ritrovano il fluire della parola, affetta dal balbettio che li interrompe e li denuda nella vita quotidiana… il loro gesto, fragile verso di sé, questo gesto fuori e dentro lo specchio, queste buffe smorfie da camerino, le loro labbra, e i loro occhi terribilmente espressivi, la materia ludica dei loro tratti, dei loro corpi, così preparati ed esercitati al salto, persino al volo… corpi di sudore, di fatica anche, come non riusciamo ad immaginarli… tutto illuminato dal loro sorriso disarmante, e persino incantevole, non quello delle loro seduzioni, ma del clown triste che li abita, che vuole far roteare ancora sopra la propria testa il cerchio rosso e verde… attori di teatro, mutevoli, umili farfalle, che sanno così bene che il gesto iniziato è già trascorso e finito, ma che c’è n’è poi un altro subito dopo, ma è già finito… li si vede impegnati ora, seri, persino nella clownerie, giocano per tutti noi lo svanire del tempo in un altro tempo molto meno comprensibile, e vero…
ciao fabio
non conoscevo fabio,
felicità, gioia, curiosità, amore sono tutti aggettivi che s’incarnano in un attore che diventa grande solo se gli spettatori avvertono la sua forza, e per quello che esprimi lo considero un attore che e’ stato capace di contagiare le persone di quell’impulso che lo rendeva unico.
Ricordo un piccolo Fabio, con suo fratello, con i suoi splendidi genitori.
Il tempo che passa non ci rende diversi nei brevi incontri, racconti e racconti…
Oggi,
nel silenzio attonito e nel grande dolore, l’affetto riaffiora, sommerge prepotente,
e si schiude nell’ abbraccio forte di sempre.
Un abbraccio forte, per sempre
Elena Martinelli
ciao Fabio.
Ciao caro Fabio… che vuoto che sento, che sentiamo tutti!!!
Sono passate tre settimane circa… che male che fa!
Non posso che immaginarti alla scoperta di qualcosa di infinitamente grande, divertente, luminoso.
Fa troppo male dire “morte”, è troppo violento, inaccettabile per me! voglio credere che ci sia questo bel posto dove ora sei ancora più in confidenza con ciò che è meraviglioso… datti da fare ad essere il nostro angelo custode, capito?!!!
Quanto mi viene da piangere, mamma mia, che disastrooo!!!
Tanti fiori a te!!!
Un abbraccio, ogni giorno che passa, un grandioso abbraccio a te, caro Fabione.