Blogstar e rosiconi – Quando la Rete diffonde tristezza

Sono in Rete ormai da più di 10 anni. Sono blogger da 7, questo mi ha portato a lavorare nel dorato e trendissimo mondo dei social media. Ho totale rispetto per il mezzo e credo nelle sue infinite potenzialità. Se incontro qualche scettico, esistono ancora delle bolle di resistenza, faccio di tutto per convincerlo che dal Web si possono soltanto trarre benefici, sempre che l’uso sia responsabile. E anche questo è un concetto relativo perchè uno della sua connessione fa quello che vuole.
Internet, qualcuno provi a smentirmi, ha cambiato il mondo. Internet è comunicazione alla portata di tutti ed è connessione invisibile tra migliaia di persone.
Talvolta queste persone decidono che sarebbe bello incontrarsi, stringersi la mano, conoscersi senza quello che viene considerato un filtro; allora vengono organizzati megaraduni, in gergo li chiamano Camp, in giro per l’Italia. L’ultimo, ViaDelCamp, si è tenuto a Genova proprio questo weekeend e si è concluso con una rissa senza esclusione di colpi sulle pagine di FriendFeed. Alcuni dei partecipanti hanno lamentato una organizzazione carente, gli organizzatori si sono difesi e sin qui tutto normale. Solo che dopo qualche battuta al curaro è venuto fuori uno dei tempi più caldi della blogosfera. “Blogstar e rosiconi”. La teoria è che esistono le blogstar e che esistono i rosiconi che blogstar non sono ma che vorrebbero tanto esserlo. Le blogstar sono quelle che sui loro blog fanno tante visite, a volte per merito altre volte per motivi meno evidenti. I rosiconi (secondo alcune blogstar) sono tutti gli altri che, mi pare di capire, non perderebbero occasione per dare addosso all’Olimpo dei blogger più quotati. Così tutte le più tristi ‘dinamiche umane’ a base di invidia, presunzione e recriminazioni si riversano nel luogo in cui si presume che tutti siano uguali. E invece pare che no!
Io non vado ai Camp, non per snobismo ma per timidezza.
Credo di essere molto più brillante parlando attraverso la mia tastiera che annegandomi tra mille persone che hanno l’ansia di farsi conoscere per diventare ‘un blogger che conta’.
Ma poi, che significa ‘essere un blogger che conta’? Qualcuno me lo sa spiegare?




perchè il camp serve a dire, io sono questo io sono quello?
Avevo letto, ma credevo fosse più “tecnica” e molto dietro le quinte.
“essere un blogger che conta” è una persona che sa contare oltre mille, per capire quante visite fa…tutto qui
Ciao sto sponsorizzando questo concorso online gratuito. Ciao grazie
Caro Mario, ho tolto il link al tuo concorso online gratuito perchè mi dava come una sensazione di spam. Però il commento lo lascio a scopo sociologico, anche questo è un modo di ‘comunicare’! Per il futuro ti consiglio di provare a scrivere una cosa vagamente a tema..magari riesci a convincermi che il tuo concorso è davvero interessante, così, anche soltanto per far finta d’averci provato! Niente di personale!
Uh erano un paio di annetti che non sentivo parlare di blogstar (ma sono mai esistite al di fuori della testa di chi blogstar si crede?). Detto questo, parlo come uno che a qualche camp e raduno in questi anni ha partecipato per due motivi: il primo, parlando di camp tecnici, per avere l’occasione di apprendere qualcosa dalla voce viva di chi ne sapeva, mentre il secondo era per la possibilità di consolidare relazioni che fino a quel momento si erano costruite solo tramite la rete, ecco diciamo che timido non sono e che conoscere altra gente mi garba. Detto questo è pur vero che a tali eventi qualcuno viene allo stesso modo in cui un vip si fa tutti gli eventi da croisette, per dire io c’ero, perché esserci in teoria consolida il loro status di “blogstar” indipendentemente dal contenuto del loro blog (che spesso lascia parecchio a desiderare, ma questa è una mia opinione -forse da rosicone?-). C’è però da sottolineare che negli ultimi anni con il boom della presenza in rete di un maggior numero di utenti e con la sempre maggiore facilità di produrre contenuti, non più solo alla portata di utenti smanettoni, il palco delle cosidette “blogstar” si è di molto ridotto portandoli per primi ad essere scaraventati tra i cosidetti rosiconi.
io cerco sempre di spiegare a chi diffida, il fatto che internet è un mezzo, ed in quanto tale non è negativo o positivo, buono o brutto, fantastico o pessimo. i mezzi sono neutrali. è come li usi che li determina.
per quanto riguarda i bloggher, io invece mi chiedo, ma che categoria è “i bloggher”….io scrivo un blog da 3 anni, sono quindi una bloggher? o sono solo una donna di 32 anni che scrive in rete? mah. neanche io sono mai andata ai camp, forse perchè io prendo molto poco sul serio il mio scrivere sul blog, e ancora mi stupisco se ricevo mail di complimenti o se mi scrivono “ti leggo sempre”. mah forse non mi sento abbastanza star…tutto lì
Sì Gabry, sembri essere una blogger!
Non credo sia una categoria, almeno non dovrebbe esserlo; è un mezzo dentro al mezzo.
Paz, il confine tra ‘blogstar e rosiconi’ è molto più sottile di quanto possa sembrare!