Anno Zero, il sindaco di Adro e il Ministro Carfagna. Dalla forma alla sostanza a/r
La politica non mi appassiona più. Però mi divertono le persone che oggi fanno politica. Qualche sera fa ho visto, ospite di Victoria Cabello, il ministro della difesa LaRussa e ho scoperto che è bravissimo nel fare l’imitazione di Andreotti, un vero spasso. Poi ieri sera, ad AnnoZero, ho visto il sindaco di Adro urlare a gran voce di non essere razzista mentre intanto leggeva un documento in cui si parlava ‘di noi’ e ‘di loro’, degli altri, quelli che fanno paura e che vengono qui a non rispettare le regole, di quelli che usufruiscono di servizi che dovrebbero essere esclusivamente degli italiani. Per giustificarsi ha letto un documento australiano in cui si affermava che chi arriva su suolo straniero deve adattarsi, aspettare, sottomettersi, rispettare. Un documento in cui si affermava che la lingua ufficiale dell’Australia è l’inglese e chissà cosa ne avranno pensato all’epoca gli aborigeni.
Ho avuto modo di apprezzare anche il ministro Mara Carfagna che da una parte recita come la preghierina di fine giornata tutte le frasi da manuale del bravo ministro dall’altro non riesce a dire nulla che poi abbia un riscontro con la realtà, che sia vagamente riferibile a quello che accade in questo momento. Fini non avrebbe messo in dubbio il governo, il governo prende le distanze dalla Lega, considerato il ruolo che ricopre non può non tenere come prioritarie le esigenze dei più deboli. E mi vengono in mente i fondi tagliati ai servizi sociali, le operatrici palermitane del Telefono Azzurro licenziate in tronco, la RU486, le donne che perdono il lavoro se decidono di avere un bambino.
Ministro, non basta il tailleurino nero per fare bene, farebbe meglio a rendersi conto della schizofrenia delle sue affermazioni per ripartire col piede giusto.



