Milano ha una data di scadenza?

Ho bisogno di qualcuno che mi metta una mano sulla spalla per dirmi ‘non ti preoccupare, è fisiologico, è tutto normale, passerà’. Spero che qualcuno lo faccia prima che tiri fuori le valigie e decida di tornarmene lì da dove sono venuta. E’ successo all’improvviso, forse ho guardato un po’ meglio e mi sono accorta che Milano ha una data di scadenza. Prima pensavo che sarebbe stato per sempre, che eravamo troppo simili per poter vivere separate. Poi qualcosa è cambiato e quel destino che sembrava ormai segnato inizia a non essere più così ben delineato. Non riesco ad immaginare un futuro, è normale? E’ normale non riuscire più ad immaginare cosa sarà tra sei mesi? Possibile che da un momento all’altro tutto si sia fermato per diventare un unico, lungo, monotono presente? Gli ultimi mesi per noi sono stati duri da tutti i punti di vista. Ho sempre pensato che i nostri sforzi, il nostro impegno sarebbero stati premiati. Adesso credo che non avverrà mai. Credo anche che in qualche modo siamo stati presuntuosi. Pensavamo di riuscire a farcela con le nostre sole forze, eravamo convinti che bastasse l’impegno, la volontà, il sostegno reciproco anche nei momenti peggiori. Poi arriva improvvisa una lucidità diversa e ti rendi conto che quello che hai fatto negli ultimi anni non è servito a nulla. Che hai lavorato giorno e notte per niente, perché in un niente hai perso tutto quello che avevi costruito. Ma questo riguarda soltanto me e la mia attuale prospettiva.
Però, poi, c’è anche la città. 6 anni fa Milano ci sembrava una El dorado. Oggi è la città che anno dopo anno, giorno dopo giorno si ripete sempre allo stesso modo lasciandoci lo spettacolo di chi la vive esattamente come lei, ripetendosi, stagione dopo stagione. Il delirio degli ultimi giorni intorno al Salone del Mobile o FuoriSalone ne è un esempio. Migliaia di persone riversate in Zona Tortona, deserta nei rimanenti 361 giorni, perché è lì che bisogna essere. Lo ammetto, sono snob e non amo fare quello che fanno tutti.
Però una città come Milano che potrebbe avere mille dimensioni in poche ore diventa esattamente come Palermo.
Piccola, giusto un paio di strade che si incrociano, e senza anima se non quella resa visibile dall’ ultimo allestimento.
E poi cosa rimane?




Arricampati!
1. Sbattersi serve a dare un senso a questa vita, che poi un senso non ce l’ha.
2. Essere flessibili agli imprevisti significa non rimanerci sotto quando tutto crolla e tu devi ricominciare.
3. Il tuo bagaglio di sbattimenti passati è servito a renderti più consapevole di quello che sei e che vuoi. Non hai bisogno di pacchette sulle spalle. Solo tu sai cosa è meglio per te.
4. E poi io di pacche sulle spalle non ne do, la mia religione e il mio caratteraccio me lo impediscono. Io ti dico, apri excel e fai una tabella con tutti i dati in tuo possesso sull’argomento. Poi tiraci fuori un grafico e infila tutto in una ppt. Cosa vedi?
…..mmmmm…. io forse sono troppo coinvolta per esprime il mio pensiero ma so, che è dura stare lontani e quasi razionalmente inaccettabile per dei fratelli.
Ogni tanto mi fermo a pensare su come siamo distanti e sto malissimo, a come le nostre vite siano inevitabilmente lontane, nonostante le telefonate, msn, skype e tutti i mezzi che adesso ci sono ma alla fine, hanno tutti con lo stesso sapore amaro, che avevano quelle cartoline spedite quasi un secolo fa, da chi andava via, sognando una vita migliore, dopo il rigetto quasi immunitario della propria terra.
Certamente!
Vieni a Londra…
Simo… sai come la penso… tempo al tempo, e la consapevolezza che un bel giorno si materializza davanti a te, e non puoi scacciare + quel pensiero… Io lo so, sono particolarmente pro sicilia, anche perchè sono molto molto fortunata, ma sono sinceramente convinta che anche se dovesse venir meno il lavoro milanese sarei comunque entusiata, felice e orgogliosa di essere qui, con famiglia, amici, sole, mare, cieli azzurri, gente semplice e simpatica, natura, paesaggi, tramonti, e tanto tanto altro… come dice il tuo amico Tony, arricampati!!!!!
Londra o Palermo? Facciamo Guidaloca?
Forse e’ Arrivato il momento di prenderla seriamente questa decisione di prender fiato riempire i polmoni e buttarsi…. Lanciandosi in una nuova avventura mettendosi in gioco, rischiare…. Rimanere in questo stato di non voglia, non identificazione e’ come non vivere ed e’ peggiore di qualsiasi difficolta’ possiate incontrare sul vostro cammino!
Questi 6 anni vi hanno arricchito, rafforzato… Milano fara’ sempre un po’ parte di voi……………………………………………………………………….. ………
prendete esempio da me….trasferitevi a Parigi a “sorpresa”
Da “Palermo e’ una cipolla” di R.Alajmo
…”Esiste una falsa prospettiva che riguarda gli abitanti dell’isola che sono andati a cercare fortuna altrove. Si pensa sempre: ma quanto sono in gamba, questi Isolani; in qualsiasi capo si cimentino riescono ad avere sempre successo. Nel cinema nell’arte, nella moda, nella letteratura. L’errore di prospettiva consite nel pensare che questi geni emigranti siano una quota rappresentatitva di tutti gli abitanti dell’isola. Ma non è così, e per rendersene conto basta osservare la dinamica storica ricorrente che prevede periodiche migrazioni della migliore gioventù dell’Isola. Dalla sconfitta di Ducezio, alla cacciata degli ebrei, al fallimento delle lotte contadine, fino al recente brusco risveglio dal sogno dell’industrializzazione: a ogni momento di crisi il sistema prevede che si riesca a trovare una ricollocazione sociale e lavorativa solo per chi è disposto a sottomettersi. Per gli altri, per quelli più restii a piegare la testa, di lavoro non se ne trova più. Per le teste calde l’unica risorsa possibile è l’emigrazione. Perciò gli isolani della diaspora appaiono così brillanti. Perché c’è stata una selezione a monte. Storicamente, a essere costretti a fuggire sono stati sempre i migliori. Non deve sorprendere, appurato questo, che la Città non riesca mai a schiodarsi dal sottosviluppo.”
non mollare! o meglio non smettere di credere nelle cose che per te sono importarti, nei tuoi obiettivi. non importa se milano o palermo, sceglieti un posto che ti faccia stare bene, sceglilo e non farti scegliere…sarà il posto ad adattarsi a te e non viceversa. p.s. non vorrai mica cambiare città proprio adesso che mi ci trasferisco io eh!!!
Per il momento non mi muovo!