Con questa mano ti saluterò…

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“Allora compagno, non ci abbracceremo più. Non abbiamo creduto ai generosi tempi supplementari dell’aldilà, perciò ci siamo abbracciati al termine delle nostre serate su un palco. Erano precedute da una cena e dal vino, che ci seguiva anche sulla pedana della ribalta. Ci siamo abbracciati, cento, mille volte, il mio braccio ha lo stampo della tua spalla, il tuo braccio della mia. Usciva, o dal fascio di luce senza inchini, salutando con il verso di una tua canzone:
e con la mano, che non veda nessuno,
con questa mano ti saluterò.”
Erri De Luca

Caro, carissimo amico, neanche noi ci abbracceremo più. Lo abbiamo fatto tante volte, ci siamo abbracciati tutte le estati. Tu eri quello che veniva da lontano, all’improvviso, con una telefonata fatta al volo, giusto per avvisare. Arrivavi e rendevi più splendenti i nostri giorni di vacanza.
Eravamo in tanti, maschi e femmine, alti più o meno tutti allo stesso modo.

Tutti con la stessa fretta di crescere, di guardare un po’ più in là nel futuro, per capire cosa saremmo stati.
Eravamo tanti, tutti diversi: amici, fratelli, nemici.

Eravamo tutto e il contrario di tutto. Tu eri un po’ il nostro alieno, vivevi fuori da quegli schemi che per noi erano abituali; viaggiavi da solo, non avevi né fratelli né sorelle; pensavamo che a 16 anni avessi già visto tutto del mondo e che poi, d’estate, ti ritagliassi un paio di settimane per venirci a raccontare cosa di straordinario ci fosse fuori dall’Isola.

Eri brillante, creativo, ti piaceva far divertire le persone che amavi. Poi, col passare del tempo, sei diventato fragile, inquieto, a volte tormentato. Ridevi un po’ meno, il tuo sorriso aperto si stava trasformando in uno sguardo chiuso e noi, nonostante fossimo in tanti, non siamo stati capaci di far nulla.

Ti ho ritrovato dopo anni di totale silenzio, siamo riusciti a scambiarci soltanto qualche messaggio.
Ti ho invitato a raggiungerci d’estate, mi hai detto che prima o poi saresti tornato, che ti sarebbe piaciuto davvero tanto ritrovarti con tutti noi ancora una volta.
Adesso sappiamo che non potrà accadere mai più, che la tua presenza sarà soltanto nel nostro desiderio di non lasciarti andare via.

Io ti tengo con me. Tengo con me il coraggio che mi hai dato tutte le volte che mi hai difeso; l’allegria che mi hai regalato, soltanto perché, come mi hai detto una volta: “avevo voglia di farti ridere”.
E porto con me, lo porterò sempre, lo stampo della tua mano nella mia.

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