Notizie da Milano

Sotto casa mia hanno aperto un centro massaggi che si chiama Serenesse. Non ha neanche l’insegna, soltanto un campanello senza nome appiccicato sul telaio della porta.
Le massaggiatrici indossano infradito di gomma colorata, fumano lisciando le extensions e parlando al telefono; aspettano per strada che qualcuno decida di farsi massaggiare.
Ogni tanto si mettono all’angolo e distribuiscono volantini. Il centro massaggi rimane aperto anche la sera.

E’ sabato sera, l’appuntamento che avevamo per cena è saltato. Il frigo a casa è vuoto. Sono già le otto, allora ci fermiamo a prendere qualcosa al volo in quel negozietto che c’è in quella traversina.
Vendono prodotti biologici, roba che arriva da tutto il mondo e tanti surgelati. Potremmo prendere degli spinaci e fare un risotto. La saracinesca è abbassata a metà ma riusciamo ad entrare.

Un chilo di spinaci della Orogel ci costa 6 euro e ci lascia l’amaro in bocca…

Palermo e Borsellino

La strage diventa maggiorenne e nessuno la festeggia. Domani saranno 18 anni da quando Borsellino, al centro di Palermo, è saltato per aria. Dopo 18 anni le figure di Falcone e Borsellino risultano scomode per tutti, forse ancora più di quanto non lo fossero in vita. Le cose a cui stavano lavorando sono ancora al centro di indagi e alcune di queste toccano tasti che potrebbero mettere l’Italia sottosopra da un momento all’altro.

Ma parliamo di Palermo. Oggi il Corriere titola perentorio “Palermo volta le spalle a Borsellino”. Un centinaio di persone manifestano nel ricordo e nella ricerca della verità; gli altri sono tutti in spiaggia.
Lo stesso fa Repubblica ‘In pochi alla marcia delle Agende Rosse’ e parla di strage di stato come se fosse la cosa più normale del mondo.

Adesso parliamo di Palermitani. L’istinto mi direbbe di unirmi al tono accusatorio del Corriere e di Repubblica. Trovo fin troppo comodo ricordare Falcone e Borsellino facendo un clic su Facebook, condividendo  ‘immaginette sacre’ con frasi talmente abusate da risultare ormai retoriche. La protesta e la solidarietà virtuale non contano un cazzo, non significano nulla. La memoria la devi mantenere, non deve essere indotta dal flusso virale di un social network. Quello per me è lavarsi la coscienza, sentirsi a posto avendo speso due secondi della propria vita comodamente seduto sul divano. Di scendere in piazza non se ne parla, tanto non serve a nulla. Ci pensassero gli altri a sudare in una città deserta. Questa però era la voce del mio istinto ma, tra la rabbia e l’amarezza, emerge anche quella della ragione e mi chiedo ‘Fossi stata a Palermo io sarei andata?’

La risposta è che no, probabilmente non sarei andata. Sarei anch’io come i miei concittadini stanca e delusa. Sarei talmente ridotta allo stremo da non trovare alcuna motivazione valida. Penserei che dopo 18 anni non è cambiato nulla e che anzi la mia città e il sistema che la governa è quanto di peggio si possa immaginare e che forse, in effetti, non era vero che le loro idee potessero camminare sulle nostra gambe. Perchè le gambe ce le hanno spezzate e lo fanno giorno dopo giorno, costringendoci a trovare un modo per tirare avanti, una soluzione che ci permetta di sopravvivere in un tessuto economico sbrindellato e viziato dal malaffare.
Palermo è una bolla incandescente dove non può esserci spazio per la memoria perchè il presente è troppo duro da affrontare e il futuro non esiste.
Forse, allora, condividerei anche io l’immagine di Falcone e Borsellino che sorridono e poi me ne andrei a mare pensando che poveretti hanno fatto davvero una brutta fine senza alcun motivo, penserei che sono morti per niente e poi mi spalmerei la protezione solare stando attenta a non scottarmi.

Le celebrazioni lasciamo fare agli altri, a quelli con le fasce tricolore e le cariche istituzionali. A quelli che 18 anni probabilmente sapevano già ma che non hanno potuto far nulla perchè nulla c’era da fare.

That’s all!

Volo Milano – Palermo non pervenuto

L’idea era quella di prendere un volo last minute. Un Malpensa-Palermo ma anche un Malpensa-Trapani (che costa meno) per festeggiare i 72 anni di mio padre. Li compirà domenica e lo so, avrei dovuto pensarci prima ma come fai a organizzarti tutta la vita, sempre, con mesi e mesi di anticipo se anche il tuo domani è incerto? Cmq, siccome non volevo darmi per vinta questa sera ho provato tutte le possibili soluzioni: partenza all’alba, partenza a pranzo, Easyjet, Meridiana, RyanAir, perfino Alitalia. Le cifre oscillano ma il prezzo minimo è sempre intorno ai 280.

Ultima tappa della mia ricerca è il sito Airone: Malpensa- Trapani a/r  x 2 =762.84 euro! Chiddici!!

La Zia Simo

Non credo di aver mai avuto uno spiccato istinto materno, non mi scappa d’avere un figlio insomma. Amo alla follia il mio nipotino ma penso che 24 ore al giorno con un frugoletto che ti insegue e che ti cerca e che ha bisogno di te mi ucciderebbe. Dice che poi quando il figlio è tuo cambia tutto. Sarà..Il fatto è che anche quando faccio la zia vorrei riuscire a trasmettere tutto: amore, esperienza, protezione, sensazioni positive.
Tutto e sempre, in ogni momento. Allora mi dico che anche questo, in fondo, è  un po’ quello che chiamano senso materno. O forse no…forse è proprio più da Zia che da madre…non lo so..

La cosa che però mi perplime è che molte di queste cose vorrei riuscire a trasmetterle anche alle persone che mi sono vicine: amici, parenti e addirittura ‘colleghi’ :) . Mi scatta in automatico un meccanismo di protezione che non riesco a controllare, ancor di più nei confronti di chi è un po’ più giovane di me. Io vorrei poter esserci sempre e per tutti. Mi piace ‘condividere’ e a volte questa cosa mi torna indietro come un boomerang perché apparentemente non ho sovrastrutture e mi riesce difficile credere che, invece, gli altri le abbiano; così faccio sempre tutto quello che ritengo sia più giusto senza pensarci troppo.
Tanti mi ‘capiscono’ molti altri no, pensando che dietro al mio apparente distacco ci sia chissà cosa.
Del resto, come diceva Pirandello, ‘ognuno giudica come pensa’ e in un certo senso la cosa mi conforta.

Tutto questo per dire che se mi chiamate ‘Zia’ non mi offendo mica! :D

Attori

Fabio Chiesa

Gli attori celebrano la vita. Il loro corpo diventa strumento e mezzo per sentimenti, parole, psicologie di uomini che non esistono nella materia ma che rappresentano tutte le possibili varianti dell’essere umano. Gli attori danzano e muovono il loro corpo nello spazio come nessuna persona farebbe mai nella vita reale. Gli attori sono l’essenza dell’uomo che si libera di ogni regola, di ogni canone e di ogni aspettativa. Gli attori per ‘essere’ tutti gli altri uomini sono sempre alla ricerca; devono scavare, devono studiare, devono concentrare in un solo corpo l’energia di mille pulsioni diverse.
Un attore è un corpo dentro cui si agita la voce di infinite anime.
Per questo quando muore un attore resta soltanto un attonito silenzio.

Questo post è dedicato a Fabio Chiesa e alla sua capacità di rompere il silenzio.

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